Gioco
Facce della passione, la Pielle sugli spalti è già stata promossa
Livorno, quasi duemila spettatori al PalaMacchia per la partita che ha dato la seconda finale consecutiva ai biancoblù per andare in serie B
LIVORNO. Seconda finale promozione in due anni, un grande risultato che va oltre l’aspetto tecnico. Ricordando che solo nell’estate nel 2015 la Pielle si iscriveva al campionato di serie C (allora non ancora diviso fra Gold e Silver) dopo essere stata ripescata dalla D nella quale era retrocessa. Se la finale dell’anno scorso, dopo il primo posto al termine della regular season, era stata considerata da tutti una sorta di irripetibile miracolo sportivo, questa è invece frutto di programmazione, di scelte di mercato una più azzeccata dell’altra (Toppo subito, Benini, Da Prato e Roljic di rincorsa), di riorganizzazione societaria, di marketing. Segno che quella di via Zola non è più quella società un po’naif che viveva solo di entusiasmo e passione, ma è ora una realtà che sa scegliere gli uomini giusti nei posti giusti, a ogni livello.
Si dirà che la squadra di quest’anno è, tecnicamente, ben più forte di quella passata. Vero, ma è anche vero che il campionato giunto ormai alla serie conclusiva (al meglio delle 5 contro Siena, la prima classificata della prima fase, si comincia domenica 20) era dato e si è confermato ben più competitivo del precedente, non foss’altro che per la presenza di due squadre appena scese dalla B (la stessa Siena e Firenze) non a caso confermatesi ai primi due posti nella griglia play-off. E per arrivare a questa finale c’è stato da fare i conti con una lunga crisi, durata quasi due mesi poco dopo l’inizio spumeggiante della stagione, che ha portato al cambio della guida tecnica e che ha impedito un piazzamento migliore del settimo posto.
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Primo e secondo turno (contro seconda e terza della regular season) con l’eventuale bella fuori casa e finale centrata con due trasferte memorabili, la gara3 di Firenze, la gara1 di Lucca. E questo è un altro segnale: la cornice di pubblico (quasi duemila spetttatori per la partita contro Lucca di mercoledì), calore, entusiasmo delle partite interne è tornata un patrimonio che le altre squadre non possono vantare, ma non è l’unica forza della squadra che, in tutta evidenza, ha ora risorse tecniche e mentali per poter vincere anche lontano dal PalaMacchia e dalla cornice meravigliosa vista mercoledì sera.«Sì, però questa non è roba da serie C», commentava a bocca semiaperta un sostenitore lucchese quando, pochi istanti prima del fischio d’inizio, la curva ha intonato il “Che bello è.... ”.
Un’atmosfera che finisce per destare anche l’ammirazione dei giocatori avversari, vedi Magini a Firenze diventato un beniamino della tifoseria biancazzurra prima ancora di vestirne (chissà, mai dire mai) la maglia o De Falco e Loni che, dopo aver infilato 37 punti nel canestro livornese sono poi saliti alla balaustra della curva insieme agli idoli di casa, tutti accomunati in un unico abbraccio. L’immagine, senza dubbio, più bella dell’intera serata. Se anche nel basket nascerà il “terzo tempo” (ma non quello di avvicinamento al canestro che c’è già) avremo tutti da guadagnarci.
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