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Viareggio canta e ora tocca a Sanremo

Viareggio canta e ora tocca a Sanremo

La vittoria per 2-0 contro la Lavagnese certifica l’accesso delle zebre ai playoff

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LAVAGNA. Il valore dei playoff ottenuti dal Viareggio è il polo opposto della loro utilità. La trasferta di domenica prossima a Sanremo sarà la legittimazione di un campionato che ha destato stupore e meraviglia pure in chi ne è stato artefice, cominciato proprio nella città del Festival della canzone italiana. Ieri a Lavagna la squadra di Bresciani non ha stonato: vero, di fronte aveva un avversario già salvo seppur reduce da cinque sconfitte in serie, ma con la personalità che ormai la contraddistingue è riuscita a prendersi un successo – l’ottavo in trasferta – utilissimo per certificare l’accesso ai playoff e grazie al quale non è stato necessario prestare attenzione a quanto parallelamente stava accadendo al “Degli Oliveti”, con la Massese raggiunta in extremis dal Real Forte Querceta.

“60 sul campo”, hanno ripetuto un po’ tutti (giocatori, società e tifosi) in riferimento ai punti ottenuti sul campo, anche se la classifica recita 58. La differenza sta in quel -2 inflitto a rate dal Tribunale Federale Nazionale per i ritardi nei pagamenti delle spettanze di Mariani e Rosati prima e dell’ex tecnico Masi poi. Senza quella penalizzazione sarebbe solo cambiato l’avversario nei playoff (Ponsacco e non l’Unione Sanremo). Papi di testa (assegnazione con giallo complice un altro tocco, quello di Bacigalupo) nel primo tempo e Guidi su rigore nel secondo hanno permesso al Viareggio di terminare il campionato nel migliore dei modi, riscattando così la sconfitta interna di sette giorni prima contro il Seravezza. Due gol, ma potevano essercene anche altri, se lo stesso Papi e con lui i vari Lamioni, Marinai e Chicchiarelli fossero stati più precisi o non avessero dovuto fare i conti con Nassano, portiere di una Lavagnese poco concreta, capace di rendersi pericolosa in un paio di occasioni appena (Cipriani salvifico in entrambe). Bresciani ha puntato sulla generosità di Rustichelli in mediana dirottando ancora Mattei sulla corsia sinistra di difesa (Lucarelli in panchina) e rilanciato Galligani – al posto di Chicchiarelli – nel tridente offensivo. Per il resto spazio ai titolarissimi.

Ritmi mai elevati, talvolta discreti. Il Viareggio ha dovuto prendere confidenza con il sintetico del “Riboli”, tanto da impiegare metà tempo (il primo) per dare cenno della propria consistenza offensiva (fendente di Lamioni disinnescato da Nassano), preludio alla rete del vantaggio maturata al 27’: punizione di Lamioni dalla destra, duello aereo tra Papi e Bacigalupo con tocco del pallone a ingannare Nassano. Più vibrante la ripresa, in cui le zebre non si sono mostrate ciniche, così da tenere ancora in bilico il risultato con grosso spavento superato grazie ai riflessi di Cipriani. Apprensioni scacciate via al 37’, quando Guidi con artica freddezza ha trasformato il rigore del raddoppio che Marinai si era abilmente procurato. A quel punto non c’è stato più motivo di recriminare per la conclusione larga dello stesso Marinai (15’) e quella alle stelle (34’) di un Chicchiarelli subentrato con la testa giusta.

I minuti conclusivi sono stati un dolce avvicinamento alla festa pregustata dalla squadra e condivisa con i tifosi che mai hanno smesso di seguirla. Il selfie dopo il fischio con i giocatori al centro e il settore ospiti è l’istantanea che rappresenta non solo una domenica ma una stagione che neppure i fattori esterni hanno compromesso.

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