Il Tirreno

Livorno

Super doppietta da funambolo Viviani domina

di Antonio Simeoli
Super doppietta da funambolo Viviani domina

Altro numero della maglia ciclamino a Eilat Dennis si conferma in rosa, bye bye Israele

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A EILAT (ISRAELE). Basta chiedere a Elena, la sua fidanzata, il segreto di Elia Viviani, che ieri ha vinto la seconda volata di fila al giro a Eilat, dopo che il gruppo aveva attraversato tutto il deserto del Negev “graziato” dal cielo velato che ha evitato i 40 gradi. «È rilassato, è sicuro di sé e così ora vince», spiega la Cecchini, campionessa di ciclismo e “camomilla” per il profeta Elia.

«Portafortuna in valigia? No, non è neanche scaramantico. Gli bastano una ragazza a Mereto di Tomba, frazione San Marco, e Attila un bulldog francese». Magari ha ragione la bella friulana. Una cosa è certa, questo Viviani al Giro è un fenomeno. Ottava vittoria stagionale, 57esima in carriera - a soli 29 anni -, 30 quelle 2018 finora dell’Etixx-Quickstep, lo squadrone belga che ha creduto nell’olimpionico veronese. Lui viene pilotato alla grande (dinamite Stybar su tutti) e non sbaglia un colpo. Come ieri. Bennet (Bora) lancia la volata sulla destra, scarta sulla sinistra, chiude il veronese a oltre 70 all’ora. Lui si fa largo con i gomiti e butta giù un’altra marcia. Secondo Sacha Modolo (EF, in crescita), terzo Bennet, “graziato” dal Var e non declassato per la scorrettezza come forse meritava. Quarto Mareczko (Wilier). «Rilassato e sicuro di sé», dice Elena. E se lo dice lei c’è da crederle. Viviani aggiunge tra i segreti «una squadra molto unita» ed evita le polemiche con kamikaze Bennet «solo perché non ci siamo fatti male e ho vinto».

Con l’oro di Elia e un Rohan Dennis (Bmc) sempre in rosa con un secondino di vantaggio su Tom Dumoulin (Sunweb), il Giro toglie le tende da Israele e comincia dalla Sicilia la sua avventura italiana. La corsa ha lasciato la Terra Promessa con una tappa perfetta per chi ha (lautamente) pagato l’avventura; passaggio mozzafiato del gruppo nel deserto del Negev, finale con riprese a Eilat, la “perla” del Mar Rosso (tranne l’aeroporto che “entra” negli hotel, ma è quasi pronto quello nuovo) . Insomma, il top per gli organizzatori israeliani raggianti: «Un evento sportivo di tale grandezza nel nostro Paese verrà ricordato per sempre, come momento di entusiasmo per lo sport e la pace. Volevamo dimostrare al mondo che Israele può ospitare il grande sport, che ci permette di andare oltre i confini politici e religiosi», ha detto Daniel Benaim, organizzatore locale. «Qui hanno dimostrato di credere in questo sport e sono sicuro che continueranno a puntarci», ha detto il direttore del Giro, Mauro Vegni, che ha confermato la vocazione esterofila della corsa per il futuro («Stati Uniti? Perchè no?», ha detto).

Sulle strade per tre giorni abbiamo visto migliaia di persone. Anche ieri, nel deserto, sono spuntati tifosi da ogni parte, gente vestita di rosa, bambini entusiasti. Eppure, la zona da Be’er Sheva, capitale mondiale delle nanotecnologie, è ancora altamente militarizzata. La striscia di Gaza, dalla città di partenza della tappa, dista solo una quarantina di km. I militari israeliani hanno sparato ancora ieri, uccidendo due palestinesi che tentavano di varcare il confine; sei uomini di Hamas sono morti in un’esplosione. A nord, lanterne incendiarie sono state mandate in terra ebrea dalla striscia. E l’esercito israeliano ha reagito. Il premier Netanyahu, appena l’altro giorno in maglia rosa sul traguardo di Gerusalemme, non digerisce l’accordo sul nucleare con l’Iran proposto da Trump. Questa è una polveriera, il Giro lascia una terra dilaniata. Sarebbe bello che un giorno tornasse la corsa. Per attraversare ancora città storiche, zone turistiche e deserti. Ma soprattutto tornasse a valicare muri e strisce. Allora sì, che le due ruote a pedali, sempre più globalizzate, avranno davvero fatto un miracolo.

@simeoli1972. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web