Gioco
Vedi il Cholito e poi piangi lacrime azzurre
10SIMEONE. Il figlio del Cholo, ex colonna interista, la combina grossa facendo il più grande dei favori a quella Juve eterna rivale del padre, cuore ancora mezzo nerazzurro. Tripletta griffata,...
10SIMEONE. Il figlio del Cholo, ex colonna interista, la combina grossa facendo il più grande dei favori a quella Juve eterna rivale del padre, cuore ancora mezzo nerazzurro. Tripletta griffata, quella del Cholito, contro un Napoli ombra di se stesso. Si sapeva che i viola non si sarebbero “scansati” nel nome dell’inossidabile odio e rivalità coi bianconeri. Ma su un epilogo del genere in pochi ci avrebbero scommesso. Implacabile.
9 BARROW. Se ci levi la B iniziale diventa arrow, freccia. Gli amici lo chiamano Gabbiano, ma la sua caratteristica è senza dubbio la velocità più associabile al dardo scoccato da un arco. L’Atalanta si gode quest’ultima scoperta. Che arriva dal Gambia, ha 19 anni, ha iniziato con la Primavera bergamasca, ha segnato il primo gol in A col Benevento, è andato a segno anche ieri (ha aperto le marcature) contro il Genoa. E si prende i complimenti del Gasp: è più bomber rispetto a Petagna e Conelius, dice convinto il mister. Promessa.
8 FELIPE. Il brasiliano, ex Udinese, è il simbolo di questa Spal che non molla. La rete del 2 a 1 è quella che spiana la strada ai biancocelesti condannando il già (quasi) compromesso Verona alla quasi aritmetica retrocessione. Kurtic completerà l’opera. Spal quart’ultima, oggi sarebbe salva. Il forte centrale brasiliano dà sicurezza al reparto è fa sentire muscoli e centimetri anche in attacco. Presenza.
7 CROTONE. Nell'anniversario della storica promozione in A - 29 aprile del 2016 - il Crotone fa un passo decisivo verso la salvezza. Sassuolo battuto nettamente nell'anticipo di mezzogiorno grazie alla giornata speciale degli attaccanti calabresi: Trotta e Simy (quest’ultimo protagonista di un gran finale di torneo). Bravo Zenga a crederci fino all’ultimo, anche quando le cose non giravano per il verso giusto. E poi c’è il gran cuore dei giocatori. Coraggioso.
6 BENEVENTO. I sanniti di De Zerbi sono già retrocessi. Giocano contro un Udinese che rischia grosso e ha esonerato dopo 11 ko consecutivi l’impotente Oddo. Non hanno più nulla da chiedere a questo campionato eppure si battono fino in fondo centrando un pareggio che fa scattare, ancora una volta, la contestazione dei tifosi friulani. Indomabile.
5MARAN. Preoccupante involuzione per il Chievo, ormai ex squadra e società modello. Dopo il poker preso all’Olimpico contro la Roma e dopo essere scivolato al terzultimo posto, l’undici veronese è a forte rischio retrocessione. Ne fa le Spese Maran, protagonista di 3 salvezze, sostituito dall’ex calciatore D’Anna. Una sterzata andava data. Paga il tecnico, forse anche per colpe non sue. Stanco.
4ORSATO. Sbaglia, viene corretto dal Var, legge situazioni simili con metri diversi. Pessima gestione della partita più delicata della stagione. Giudica da giallo il fallo di Vecino su Mandzukic, poi chiamato da Valeri, guarda i filmati e dà il rosso. Concede il gol di Matuidi in evidente fuori gioco, poi sempre il Var gli mostra cosa è successo e annulla. Giudica da giallo un fallaccio di Barzagli su Icardi quantomeno da arancione. E poi non espelle Pjanic per doppia ammonizione quando frano con ginocchiata e pugno incorporato su Rafinha. Intervento scomposto e pericoloso. Negativo.
3CAGLIARI. Brutta situazione per i sardi. Travolto dalla Samp, il Cagliari deve difendere i due punti di vantaggio sul Chievo terz'ultimo: il calendario però non aiuta gli isolani. Alla prossima arriva infatti la Roma che è in piena corsa Champions e non intende fare sconti, poi trasferta a Firenze, chiusura in Sardegna contro l'Atalanta. Occorre grande attenzione e servono almeno 6 punti.
2VECINO. E’ stato un uomo chiave dell’Inter di Spalletti. Quello che ha dato le verticalizzazioni al centrocampo nerazzurro e che, talvolta, ha tolto le castagne dal fuoco al tecnico di Certaldo quando le cose non andavano come dovevano. Sabato, però, nel match più importante della stagione ha commesso un fallo ingiustificabile lasciando la squadra in dieci. Logico il “2” in pagella, anche se nella giornata dell’ottima prova dei nerazzurri, altre insufficienze vanno distribuite all’indirizzo di Handanovic, incerto su tutti e tre i gol della Juve, e di Spalletti che inserendo Santon sulla fascia di Cuadrado e fatto marcare un Intercity da una corriera di paese, aprendo la strada al pareggio proprio del colombiano. Tornando a Vecino, ingiustificabile.
1VERONA. Finisce (anche se non ancora matematicamente) la permanenza in serie A dell’Hellas Verona. Il primo ad essere rassegnato all’inevitabile serie B è il patron degli scaligeri Setti che, a chi gli chiede dell’eventuale esonero di Pecchia, risponde che oggi non serve a nulla. La testa è già ai cadetti, con l’obiettivo di ripartire attrezzati per tornare il prima possibile nella massima serie. Il presidente nega che la società sia in vendita. Resta la disputa di una stagione deludente.
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