Gioco
LA SCONFITTA DI SARRI? NON CAMBIARE
Si è riaperta per meno di una settimana la lotta scudetto. Vero, nel calcio le sorprese non finiscono mai, ma tra sabato e domenica la Juventus ha chiuso a doppia mandata la cassaforte con dentro il...
Si è riaperta per meno di una settimana la lotta scudetto. Vero, nel calcio le sorprese non finiscono mai, ma tra sabato e domenica la Juventus ha chiuso a doppia mandata la cassaforte con dentro il settimo titolo consecutivo. Troppo forte la batosta del Napoli a Firenze, troppo pesante il "sarrismo" su una squadra che ne ha pagato il prezzo nell'ultima parte di stagione, prima di tutto sul piano psicologico. Da mesi il Napoli non era più quella perfetta macchina geometrica che mostrava un gioco da stropicciarsi gli occhi. Il motivo? La grande fatica, nella mente prima che nelle gambe, nel tenere il ritmo dei bianconeri senza alcuna variante a quell'undici iniziale, riproposto con eccessiva insistenza. La continua ripetizione di Sarri negli uomini e nei movimenti è stata vincente per tre quarti di campionato, ma poi la noia e la stanchezza hanno appiattito il rendimento della squadra. Contro una Fiorentina in salute, con un tecnico pieno di idee e dei giovanotti motivati, sono riapparsi tutti i limiti del Napoli. Poco conta l'uomo in meno: sabato l'Inter, prima di crollare nel finale, aveva ribaltato il risultato contro la Juve, mentre Insigne e compagni contro la Viola hanno fatto mezzo tiro in porta. Possibile una metamorfosi così brutta dopo l'impresa di Torino? Possibile, sì, perché allo Stadium i limiti erano stati celati da una Juventus messa in campo in modo inguardabile: la Vecchia Signora non aveva né capo né coda. Per il Napoli era stato come giocare contro nessuno, a causa delle fantasie di Allegri, troppo frequenti negli ultimi tempi, con cambi di formazione esagerati, con elementi che riappaiono dopo mesi nel dimenticatoio. Per il prossimo anno, la sfida di Sarri è quella di arricchire il Napoli con nuovi spartiti tattici che gli consentano di cambiare musica durante la stagione. La Juve, invece, si appresta a vincere lo scudetto più difficile degli ultimi anni, ma questo perché la confusione se l'è creata da sola, con gli sconvolgimenti di partita in partita ai quali è riuscita spesso (ma non sempre) a porre rimedio solo grazie al valore di gran lunga superiore rispetto agli avversari. Per avere un'annata un po' meno "sgangherata", nel mercato estivo la Juve dovrà lasciar stare il reparto offensivo, concentrandosi piuttosto su difesa e centrocampo.
(a cura di Giorgio Carlini)
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