Sicurezza
Siamo tornati: è serie B!
Con la Carrarese basta il pari di Vantaggiato, il Siena crolla ed è fatta
Lo meritiamo. Punto. Lo meritiamo perché in questi due anni abbiamo visto l’inferno, abbiamo sofferto, abbiamo avuto il terrore di restare chiusi in quella prigione chiamata serie C. Lo meritiamo perché nessuno ha perso le speranze, perché ci siamo ritrovati e abbiamo rialzato la testa anche quando tutto sembrava perso. Lo meritiamo perché la storia vuole il Livorno almeno in B, lontano dai campetti di periferia e da una categoria tremenda. Guardate le lacrime di Protti, l’invasione di migliaia di tifosi in campo, le feste in Borgo e in Terrazza, i bambini con le bandiere in un giorno che non dimenticheranno mai. È una liberazione, sono immagini che ci riportano indietro di quasi vent’anni.
Con la Carrarese è stata una sofferenza fino alla fine, in pieno stile amaranto. Il Livorno nervoso e colpito subito, dopo neanche un quarto d’ora, dal fantasma di Cais che sbuca sul secondo palo e prova a infilzare i sogni amaranto: in quel momento prendono tutti il cellulare per seguire il live del Siena, ma per fortuna arriveranno solo buone notizie. È Vantaggiato, dopo un rimpallo nel cuore dell’area di rigore, a bucare Borra sul primo palo e a portare gli amaranto al riposo con la serie B in tasca. Sì, perché il Siena è sotto in casa con il Piacenza e al Livorno basta questo 1-1, questo punticino. La ripresa? Gioco spezzettato e occhi verso la panchina per avere aggiornamenti dal Franchi. Mazzoni salva subito sull’ex Biasci, dall’altra parte il Toro sfonda in area ma non trova il sorpasso. Il tempo scorre, Sottil cambia qualcosa e Franco - uscito nel primo tempo per una sospetta frattura alla tibia - torna in barella dagli spogliatoi perché sente la promozione a un passo. E la panchina esplode al raddoppio del Piacenza: Borghese è il primo che corre verso la curva, gli ultrà scavalcano la vetrata che divide spalti e campo, Sottil chiede calma per gli ultimi minuti ma viene trascinato dall’euforia. Uno, due, tre minuti di recupero e scatta la festa. È una liberazione, sono immagini che mettono i brividi e scaldano ogni cuore amaranto.
C’è un altro 28 aprile nella nostra storia. Sedici anni fa l’impresa di Treviso dopo una vita di delusioni e fallimenti, ieri la seconda rinascita che cancella gli orrori di due stagioni fa. Avevamo perso la serie B per scelte folli e per giocatori che avevano sputato sulla nostra maglia, l’abbiamo riconquistata con un gruppo vero e con rivoluzioni che hanno dato la scossa nei momenti più difficili. Dal patto di Genova al trionfo nel derby col Pisa, dalla vittoria post-alluvione con l’Alessandria alla crisi di inizio anno, dal colpaccio di Siena alla parentesi Foschi. E in mezzo l’uomo che due anni fa, nel momento più difficile della storia recente amaranto, ha deciso di tornare a casa per ricostruire tutto: Protti, ovviamente. Dopo la retrocessione c’erano le macerie, oggi siamo nuovamente in B. E il suo lavoro nel backstage, le sue lacrime e le sue corse sotto la curva sono il simbolo di un capolavoro. È una liberazione anche quella, dopo mesi di sofferenza e voglia di riportare in alto il Livorno.
E ora? E ora godiamoci questa serie B, questa giornata che spazza via gli incubi vissuti da gennaio a oggi. C’è stato un momento in cui la promozione era già in cassaforte, ma nelle ultime settimane lo spettro dei playoff era dietro l’angolo. L’abbiamo allontanato in faccia al Pisa, con una rinascita figlia delle certezze ritrovate e di una squadra che è sempre stata - o quasi - al comando di un girone pazzesco. E ora non svegliateci da questo sogno amaranto. Lo meritiamo. Punto.
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