Gioco
«Il giorno più bello della mia carriera»
Mister Sottil analizza la cavalcata verso la promozione «La svolta? Il mio ritorno sulla panchina nel derby col Pisa»
LIVORNO. La felicità ha un filo di voce, quello rimasto ad Andrea Sottil per analizzare a caldo nove mesi di duro lavoro coronato dalla gioia più grande. «È stata un'annata straordinaria – dice subito – partita in sordina perché i pronostici erano a favore di altre squadre. Poi però i ragazzi sono stati eccezionali, e noi abbiamo fatto un gran lavoro d'equipe. Siamo stati là davanti per tutto il girone d'andata prima del calo fisiologico che si verifica a tutti i livelli. Infine le vicissitudini societarie, il mio ritorno e la grande cavalcata finale. Questa è una vittoria strameritata da tutti: giocatori, staff, il sottoscritto e tutta Livorno. Oggi è la giornata più importante della mia carriera».
È il momento della festa e dei ringraziamenti, a chi pensa adesso?
«Qui ci sono stati professionisti seri: Nicola Pecini, Mauro Facci, il sottoscritto, i collaboratori, i ragazzi».
Ha il contratto anche per l'anno prossimo...
«Sì, c'era la clausola del rinnovo automatico in caso di promozione. Ora godiamoci il successo poi vediamo. Festeggiamo perché è la cosa più giusta da fare. Livorno torna in una categoria che le compete, anche se il potenziale è superiore alla serie B che ci siamo appena ripresi».
Ringraziamenti e dediche. Per chi?
«Per mia moglie che mi ha sempre sostenuto anche nel periodo difficile quando ero a casa ed ero una bestia. Poi penso ai miei figli che sono sempre stati i miei primi tifosi e motivatori. Ai miei parenti, ai miei genitori. In una parola alla mia famiglia che è sempre stata la mia forza. Poi torno a fare i nomi di Nicola Pecini e Mauro Facci che mi hanno scelto e con i quali ho iniziato questa avventura. Infine al presidente. E il mio grazie va ai ragazzi, gli unici protagonisti di questo successo. Non dimentico tutto lo staff, dal marketing in poi. I dottori. In una parola: tutti. Però consentimenti di fare una menzione particolare».
Prego...
«Mi riferisco a una figura che Livorno dovrebbe tenersi stretta: il signor Igor Protti, uomo carismatico che ha dato un grandissimo contributo. Con lui ho avuto anche alcuni confronti. A volte positivi a volte no, ma sempre contraddistinti da grande lealtà. Ho trovato in lui una persona che mi ha insegnato tanto. Se io fossi la proprietà lo blinderei. Ultimo da ringraziare è il mental coach Stefano Tavoletti. È un amico che si è avvicinato alla squadra su mia volontà. Anche lui in queste quattro settimane ci ha dato una grande mano per affrontare nel migliore dei modi queste partite».
Ha ringraziato tutti, ma abbiamo visto molti tifosi ringraziare lei.
«È la più bella soddisfazione. Sul piano professionale vincere un campionato a Livorno è meraviglioso, però vedere persone che ti abbracciano, ti baciano e mentre piangono di gioia ti dicono grazie è qualcosa che tocca il cuore».
Tre momenti chiave di questa stagione.
«La presentazione a Effetto Venezia fu magnifica, una botta di adrenalina. Durante l'anno è stato bellissimo chiudere l'andata da campioni d'inverno con 20 partite e una sconfitta e il primato in classifica a più 9. Il momento più difficile l'esonero. Oggi l'apoteosi di una vittoria meravigliosa».
E la partita spartiacque?
«Il derby. È stata “la partita”. Il mio ritorno, la posizione in classifica, la sfida con il Pisa. Abbiamo vinto e siamo tornati in testa a più 2 sul Siena. È stata la svolta che ci ha permesso di girare».
Questa squadra dovrà essere rinforzata molto per la B?
«Per me no. Non va cambiata tanto. Non va stravolta. Ci penseremo. Ora godiamoci la promozione».
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