Gioco
Capitan Luci «Eri un inferno Addio serie C»
Luca Mazzoni dedica la vittoria al figlio Brando Valiani: «Non vedo l’ora di ripartire dalla B»
LIVORNO. «È una promozione bellissima, con un sapore diverso dalle altre e non solo perché è la più recente...». Il campionato di Luca Mazzoni è iniziato con il figlio Brando sulle spalle in una piazza del Luogo Pio gremita e si è concluso con il piccoletto portato in trionfo nel rotondino della tribuna. Un po’come nel Re Leone, quando Mufasa mostra Simba sulla rupe. Solamente che il Re Leone è Luca, un uomo che ha affrontato duemila battaglie ma che alla fine ne è uscito da vincitore.
«È stato un anno particolare – spiega – e ne sono successe tante. Siamo stati prima una grande squadra, conquistando un sacco di punti nel girone di andata. E poi un grande gruppo, rimanendo uniti quando le cose non sono andate bene. Ci siamo ricompattati, stringendoci intorno al mister che è uno di noi, nonostante qualcuno lo avesse messo in dubbio, e abbiamo conquistato questa promozione. I livornesi in serie C non c’entrano proprio niente, dedico questa vittoria alla mia famiglia e a mio figlio. È la prima che vive con coscienza, se la ricorderà per sempre».
Poco più in là, Alessandro Bruno aizza la folla, lanciando cori e cantando a squarcia gola come un ultrà. «Ora bisogna festeggiare, abbiamo avuto paura ma io l’ho sempre saputo che ce l’avremmo fatta. Abbiamo dimostrato di essere la squadra più forte».
Festeggia come un ragazzino anche Francesco Valiani. «I miei anni non li sento e voglio non sentirli ancora per un po’. Quando sono scendere in C ho fatto una scelta, venendo a Livorno. Adesso che torniamo in B non vedo l’ora di riniziare a giocare. Sono sempre stato convinto dei valori di questa squadra, ma abbiamo girato la levetta giusta dopo il derby vinto con il Pisa».
È stata quella la svolta della stagione anche per il capitano Andrea Luci, uno dei più acclamati. «Lì abbiamo capito che ce la potevamo fare davvero. Ho già vissuto un’altra promozione, ma questa è più importante perché uscire dall’inferno della C è difficilissimo e ci siamo riusciti in soli 2 anni».
Non come l’altra volta, che ce ne vollero 30. Dopo il gol al Pisa, Doumbia è diventato praticamente un eroe e ieri i tifosi gli hanno addirittura dedicato un coro. «Segnare quel gol è stato bellissimo, ma oggi è ancora più emozionante. Siamo in serie B. In campo è stata una battaglia, l’abbiamo vinta». Due anni fa giocava nel Lanciano e ci mandò in C, oggi da questo inferno ci ha risollevato. Manuel Giandonato è uno dei volti felici di questo Livorno. «Non è stato un campionato facile, la gente ci ha aiutato. I livornesi si sono stretti intorno alla squadra e ci hanno spinto verso la promozione, soprattutto nei momenti difficili. Ci siamo sentiti orgogliosi di aver indossato questa maglia».
Ivan Pedrelli avrà corso un milione di chilometri su quella fascia. È stato suo il primo gol di questa cavalcata e adesso finalmente può gioire. «Ci ho sempre creduto, anche a gennaio, nel momento più buio del campionato. Abbiamo grandi valori e meritavamo la B. Non potevamo fallire».
Nicolò Cecioni
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