Gioco
Un occhio a Siena: Piacenza arbitro della serie B
In contemporanea l’altro match per la promozione. Mignani: «Inutile aspettarsi regali dagli altri»
LIVORNO. È stato un campionato lungo, snervante, massacrante. Livorno e Siena hanno giocato per tutta la stagione al ghepardo e alla gazzella. Gli amaranto hanno corso in avanti praticamente dall’inizio, mentre i bianconeri sono stati dietro ma adesso sono pronti a sferrare la zampata vincente e sperano nel sorpasso proprio al fotofinish.
L’arbitro del destino delle due squadre sarà il Piacenza che oggi affronterà la squadra di Mignani (ore 16,30, come Livorno-Carrarese), mentre sabato prossimo ospiterà i ragazzi di Sottil. E sperando che gli emiliani scendano in campo entrambe le volte con le stesse motivazioni, il mister del Siena ieri si è presentato in conferenza stampa motivatissimo. «Quando arrivi verso la fine del campionato – ha detto Mignani – si alza sempre la tensione, ma credo che sia una cosa normale. Arrivati a questo punto non esiste margine d’errore: abbiamo lavorato bene, il tempo ci ha aiutato perché dopo l’inverno che abbiamo passato, allenarsi con il sole è già un vantaggio. Stiamo bene, siamo pronti. È inutile aspettarsi qualcosa dagli altri: abbiamo una possibilità, quella di vincere la partita di domani. Al triplice fischio, in caso di vittoria, possiamo guardare i risultati degli altri». Insomma, Mignani prova a rimanere concentrato sui suoi ragazzi. D’altra parte quando il destino non dipende solo da te, non puoi fare altro. «L’unico nostro obiettivo è quello di giocare al massimo per portare a casa la vittoria, pensare agli altri non ha senso. È vero, dipende anche dagli altri. Ma se il campionato non dovesse andare come tutti speriamo, non l’avremmo perso. Ad oggi c’è solo una squadra che può perdere il campionato, e questa è il Livorno».
Da Siena, dunque, le provano tutte e adesso il tecnico bianconero usa anche la carta della “gufata”. «Gli amaranto sono primi e sono partiti per arrivare primi. A metà della stagione avevano 12 punti di vantaggio. Non è per togliere responsabilità alla squadra e al nostro lavoro, ma senza far proclami siamo stati i primi a crederci perché se non avessimo messo in campo questa mentalità non ci saremmo costruiti questa possibilità. Adesso possiamo solo rimanere concentrati sulla partita col Piacenza».
(n.c.)
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