Gioco
Piovani e la rinascita «Oggi come nel 2002 i tifosi l’arma in più»
Il 28 aprile di 16 anni fa l’impresa di Treviso con gol del “Pio” «Eravamo una famiglia, ma anche questa squadra merita la B»
LIVORNO. 28 aprile 2002, Treviso. La firma sulla partita della Rinascita la appose Protti con quell’indimenticabile gol segnato al minuto 87. Biro e carta, però, furono fornite al Signore delle Reti da Gianpiero Piovani che in tap-in, dopo che la traversa aveva respinto una magistrale punizione di Saverino, sistemò il pallone del momentaneo 1-0 alle spalle di Fortin prima di farsi i 100 metri che lo separavano dal settore ospiti in un tempo ampiamente inferiore ai famigerati 10 netti di Borzov. Oggi “Pio” allena il Brescia femminile ma a distanza di sedici anni non può dimenticare le emozioni di quel giorno fantastico: «Fui fortunato a segnare la rete dell’1-0. Quella corsa a perdifiato verso i tifosi mi è rimasta nel cuore. Al gol di Igor, invece, ero così felice che mi arrampicai sulla rete più in alto che potevo».
Piovani, che squadra era quella... Imbattibile, vero? E qual era il suo segreto?
«Ha usato un termine sbagliato. Quella non era una squadra. Era una famiglia. Una vera e propria famiglia molto legata alla maglia e che aveva sposato la causa amaranto. Non solo. Noi condividevamo una certa visione del calcio, alcuni valori che purtroppo oggi stanno scemando. Poi è chiaro che c’erano dei valori assoluti in termini di qualità di giocatori. Però c’è un aspetto che non va trascurato».
Quale?
«La vittoria di Treviso, ma più in generale la conquista del campionato, non fu solo merito di quel gruppo fantastico. Fu tutta la città di Livorno a spingerci verso il Grande Traguardo. Fu la gente a caricarci in una maniera incredibile. Ecco, il merito fu loro e non mi stancherò mai di ripeterlo».
È chiaro i tifosi possono essere decisivi anche in questo finale di stagione...
«Sì, e sono certo che lo saranno. In quel campionato 2001/02 furono sempre il nostro dodicesimo giocatore. Li porto tutti nel mio cuore anche perché oltre a spingerci in serie B mi hanno voluto molto bene e la mia gratitudine ai livornesi sarà eterna».
28 aprile 2018. Esattamente sedici anni dopo l’impresa del Tenni, si può scrivere un’altra pagina di storia...
«Lo so. Il mio cuore è con voi. So anche che la partita con la Carrarese non sarà facile».
Come si affronta una sfida come questa?
«I ragazzi in questo momento devono rimanere sereni. Hanno la consapevolezza di essere superiori al Siena come è stato dimostrato durante il campionato e nel doppio confronto diretto che ha visto gli amaranto vincere in trasferta e poi all’Ardenza».
Vero, ma qui ci giochiamo tutto in due partite e il passato conta il giusto...
«Senza dubbio, e infatti oltre alla consapevolezza di cui parlavo prima è necessaria la giusta determinazione, quella che fa mantenere la calma e impedisce di andare sopra le righe. Determinazione e anche un pizzico di umiltà perché nessuno regala mai niente».
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