Il Tirreno

Livorno

«Carichi ma sereni siamo i più forti»

di Gianni Tacchi

Sottil e la sfida decisiva: «Dopo il derby è cambiato tutto Concentrati e spensierati allo stesso tempo: è qui la chiave»

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LIVORNO. Concentrazione, carica e voglia di sbranare l’avversario, ma anche serenità, spensieratezza e un atteggiamento da squadra sbarazzina. Andrea Sottil ripete che «servono entrambe le dosi per una sfida del genere», sottolinea che «la miscela dovrà essere la stessa delle ultime due partite», sa che «non si può mettere troppa pressione perché in questo momento serve anche entusiasmo». E se carica e concentrazione sono quasi automatiche, «perché partite di questo tipo si preparano da sole», serenità e spensieratezza sono invece figlie della convinzione di allenare «la squadra più forte di tutte, quella che ha sempre guidato il campionato meritatamente».

Mister, con la Carrarese è quasi un match point.

«È decisiva, lo sappiamo. In settimana abbiamo lavorato nel migliore dei modi, pensando all’obiettivo da raggiungere ma tenendo alto anche il livello dell’entusiasmo. Siamo consapevoli di quello che ci stiamo giocando e sappiamo cosa fare. I ragazzi ci sono, tranquilli».

Quanto è importante avere una squadra così esperta in un momento del genere?

«Molto. Penso a Luci, Mazzoni, Vantaggiato, Bruno e Valiani, ma anche a Maiorino, Pedrelli, Franco e Giandonato. Questi ragazzi hanno un passato importante, sono stati e saranno ancora i nostri trascinatori. Tocca a loro trasmettere quel fluido di concentrazione e serenità a tutti gli altri. Ed è quello che hanno fatto anche negli ultimi giorni».

Sicuramente il derby col Pisa ha cambiato tutto.

«Beh, su quel tavolo c’erano parecchie fiches... È stata una botta di adrenalina non indifferente, con ripercussioni a livello di autostima che sono state decisive. Avere la giusta convinzione è la leva principale per vincere i duelli e mettere in difficoltà gli avversari. Ecco, noi l’abbiamo ritrovata proprio nel derby».

Cosa teme della Carrarese?

«È una squadra che ha un gioco strutturato, che ha un’identità precisa. Noi ci siamo preparati per limitare le loro fonti di gioco e per colpire dove possiamo far male».

Quanto ha influito il lavoro di un tecnico come Baldini nella loro crescita?

«Lo conosco bene, l’ho avuto come allenatore a Catania (serie A, stagione 2007/2008, ndr). È un tecnico molto preparato, ma è anche un motivatore. Sa trasmettere idee e grinta allo stesso tempo».

4-2-3-1 o 4-3-3? Ci saranno novità rispetto al match con l’Arzachena?

«Ormai la squadra ha una certa fisionomia, ma in settimana ho visto tanti ragazzi che scalpitano e quindi mi tengo tutti i dubbi fino alla fine».

Bruno o Giandonato a centrocampo?

«Hanno caratteristiche diverse, vedremo».

E Mazzoni come sta?

«Da parte sua c’è la massima disponibilità a giocare, ma bisogna aspettare le ultime ore. In settimana abbiamo avuto risposte positive dalla sua caviglia, risposte che mi fanno ben sperare, ma decideremo durante la rifinitura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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