Gioco
Ve le suona Elvis: «Siamo affamati»
Kabashi elogia Sottil e carica i compagni: «Forza, il nostro obiettivo è vicino»
LIVORNO. Sabato sera sul traghetto del ritorno dalla trasferta di Olbia, Elvis Kabashi era uno dei più sorridenti e loquaci. Pacche sulle spalle dei compagni di squadra, strette di mano con i giornalisti e autografi per i tifosi. Un giorno di riposo, poi di nuovo massima concentrazione in vista del Grande Traguardo: «Proprio così – afferma il centrocampista albanese – il momento è positivo, ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia perché non abbiamo ancora conquistato il nostro obiettivo che vogliamo raggiungere prima che si può».
Dopo il derby avete la sensazione di aver scollinato?
«Sì. La vittoria con il Pisa ci ha dato una spinta incredibile. Per me era il primo derby con i nerazzurri e l'esperienza è stata indimenticabile. Sono orgoglioso di aver dato il mio contributo. Contro i cugini abbiamo fornito una buonissima prestazione che abbiamo ripetuto a Olbia con l'Arzachena. Avevamo bisogno di dare continuità al nostro cammino e l'abbiamo fatto».
Con Pisa e Arzachena abbiamo anche visto un buonissimo Kabashi...
«È vero. Ho sensazioni positive. Mi sento bene. Mi sono sempre allenamento seriamente. Il ritorno di Sottil mi ha agevolato. Quando si gira verso la panchina e vede me, sa che può fidarsi».
Con Foschi invece c'era qualcosa che non andava?
«Diciamo che con lui non avevo nessun rapporto. Però Foschi è stato poco a Livorno e io non ho avuto il tempo materiale per mettermi in mostra».
Sabato arriva la Carrarese. Che Livorno dobbiamo aspettarci?
«Noi dobbiamo essere affamati. Il segreto per vincere sta tutto nell'atteggiamento. La Carrarese è un'ottima squadra. E' un'avversaria ostica. In questi giorni stiamo preparando nel migliore dei modi questa sfida che ci può avvicinare al nostro obiettivo».
Possibilmente con l'aiuto della gente di Livorno...
«Hai dubbi? Io no. Dal primo giorno in cui ho indossato la maglia amaranto ho sentito tutto il calore dei nostri tifosi. Avevo giocato qui da avversario, ma avere tutta quella gente che ci spinge è una sensazione meravigliosa». (f.p.)
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