Il Tirreno

Livorno

Una sfida in apnea: Livorno e Siena tutto in 270 minuti

di Alessandro Bernini
Una sfida in apnea: Livorno e Siena tutto in 270 minuti

Amaranto favoriti per classifica, morale e ambiente I bianconeri puntano le proprie fiches sul calendario

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LIVORNO. “Vediamo se di fronte spari meglio che alle spalle” sentenziava Volonté nel film “El Indio”. Prima eravamo di spalle al Siena, ora siamo di fronte. È il momento del grande duello: Livorno contro Siena, intorno il deserto. Il Pisa è una sagoma lontana, ferita a morte da Doumbia e Vantaggiato.

Ma come si presentano le due squadre agli ultimi 270 minuti? Siamo andati a fare una radiografia completa su entrambi i fronti.

FORMA FISICA. Bah... Qui le perplessità abbondano. Sia il Livorno che il Siena hanno consumato litri e litri di benzina, adesso entrambe sembrano in riserva.

Ad Arezzo e a Olbia gli amaranto sembravano piantati come un platano, mentre nel derby qualche segnale di ripresa c’è stato. Nel complesso non siamo una squadra che corre a cento all’ora, anche se qualche rientro di giocatori che hanno potuto tirare il fiato (Doumbia, Franco, Murilo, Pedrelli) lascia ben sperare.

Anche il Siena però boccheggia. Nell’ultima partita ad Arezzo era partito alla grande, ma dopo mezzora era già bollito. E una volta preso il gol con Cutolo, non c’è stata la reazione che tutti si aspettavano.

MORALE. In una settimana si è rovesciato il mondo. Prima di sabato noi eravamo sotto un treno e loro pronti a giocare la Champions. Adesso il velo di depressione è calato sul cielo di Siena, dove nessuno immaginava di perdere 3 punti nel confronto diretto nel giro di 90 minuti.

Al contrario il derby è stato meglio di 10 lattine di Red Bull per il Livorno. Un vero e proprio elettroshock. E d’improvviso è tornata la speranza (e qualcosa in più) di conquistare un traguardo che sembrava perso.

CALENDARIO. Sulla carta è più semplice quello del Siena. Non fosse altro che per le due partite casalinghe, mentre il Livorno dovrà giocare al Picchi solo una volta.

Il Siena riceve prima il Cuneo penultimo in classifica (ma occhio, questi possono creare grattacapi), poi un Piacenza che non ha obiettivi clamorosi, e l’ultima giornata va a Prato per affrontare una squadra che quel giorno potrebbe già essere sicura dell’ultimo posto. Insomma, potrebbero anche fare 9 punti. Nonostante noi non siamo così sicuri che il Cuneo torni a casa a mani vuote.

Più complicato il calendario del Livorno. Sabato ad Arzachena sarà subito una battaglia, perché loro sono troppi vicini alla zona playout per presentarsi al campo con un mazzo di rose e un pacchetto con tre punti. Se la giocheranno eccome. A seguire arriva al Picchi la Carrarese, molto ben allenata da Baldini, squadra che gioca bene e che potrebbe presentarsi con l’obiettivo di sorpassare il Pisa al terzo posto (a meno che il Pisa non vinca questa giornata col Pontedera). L’ultima poi c’è il Piacenza e quella potrebbe essere l’unica squadra che non ha niente da chiedere. Forse, ma non è detto visto che i piazzamenti contano.

INFORTUNI. Qui la situazione è abbastanza positiva per entrambe. Il Livorno ha fuori soltanto Gasbarro la cui stagione purtroppo è finita dopo l’operazione al ginocchio. Ma sono rientrati Doumbia, Pedrelli e Maiorino, oltre agli squalificati (tranne Borghese che deve scontare ancora un turno). Insomma, rosa praticamente al completo.

Stessa situazione a Siena, con Guberti di nuovo disponibile dopo il turno di riposo sabato scorso ad Arezzo. Sono ancora monitorate le condizioni del difensore Matteo Brumat, non al top della condizione.

AMBIENTE. L’abbraccio a fine derby tra la squadra e i tifosi è l’immagine più eloquente del feeling ritrovato. Lo avevamo detto: mai il derby (se vinto) poteva arrivare in un momento migliore. C’è di nuovo una compattezza e una unità d’intenti che si può rivelare l’arma in più.

Altra aria a Siena. Pensavano che il più fosse fatto, che ormai il discorso col Livorno fosse chiuso dopo la rimonta e il sorpasso. Lo scorso turno sembrava disegnato perfettamente per allungare ancora: il Siena contro un Arezzo stanco, il Livorno depresso contro un Pisa che appariva in crescita. Si sognava il più 4. E invece in un attimo i tifosi bianconeri si sono ritrovati a meno 2 e con scontro diretto sfavorevole.

Ora tocca al Livorno dar loro l’ultima mazzata.



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