Gioco
Nuova Arlecchino, un sorriso fino al cielo
I ragazzi della ”Quarta Categoria” salutati dal Papa dopo un torneo giocato in piazza San Pietro
LIVORNO. Hanno giocato a calcio sotto gli occhi di Papa Francesco i ragazzi della Nuova Arlecchino, l'associazione livornese che si occupa di sport e disabilità e che quest'anno partecipa al progetto della “Quarta Categoria”.
In ogni città, la squadra di calcio ha adottato alcuni ragazzi con disabilità psicofisiche e ha dato loro maglie e materiale vario per partecipare a un campionato speciale. L'iniziativa è partita circa un mese fa e gli amaranto stanno ottenendo ottimi risultati. Domenica, però, le squadre “Special” di Feralpisalò, Livorno, Reggiana e Pisa sono andate a Roma per ricevere il saluto speciale di Bergoglio. In piazza San Pietro, infatti, erano stati disegnati tre appositi campi da calcio e, dalle 8.30 di mattina in poi, entusiasmo, passione per lo sport e lealtà sono stati gli unici protagonisti di una Città del Vaticano che per l'occasione è diventato uno stadio naturale. E infatti, tra i tanti spettatori, ad assistere alle partite è stato lo stesso Papa Francesco. Grazie alla Lega Pro, inoltre, una delegazione della Quarta Categoria è riuscita a donare le proprie maglie al Pontefice, notoriamente grande appassionato e tifoso di calcio, che mercoledì è sceso in campo idealmente con i ragazzi della Quarta Categoria e con tutti gli atleti che hanno realizzato il sogno di poter essere vicino al capo della Chiesa Cattolica.
Senza sentire sonno o stanchezza, nonostante le tantissime ore di pullman in appena due giorni, pur di vedere e incontrare Francesco, i ragazzi hanno vissuto una giornata di festa e inclusione. Ed è questo il vero e proprio “miracolo del calcio”.
Gli atleti, uniti dalla passione di correre dietro a un pallone che rotola senza barriere, con senso di appartenenza e fratellanza, hanno dato vita a una bellissima giornata di calcio. E, dal suo terrazzo, il Papa ha trasmesso coraggio, serenità, forza e fede a tutti i presenti, credenti e non. Insomma, per una domenica, finalmente, il calcio è tornato a essere uno straordinario strumento di integrazione e socializzazione in grado di dare forza e coraggio.
Adesso i ragazzi della Nuova Arlecchino avranno un motivo in più per combattere in campo, e soprattutto, nella vita di tutti i giorni, per abbattere barriere sociali ed esclusione. (n.c.)
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