Il Tirreno

Livorno

Il cuore d’oro di Alyssa «La Curva mi aiutò ora voglio ricambiare»

di Nicolò Cecioni
Il cuore d’oro di Alyssa «La Curva mi aiutò ora voglio ricambiare»

LIVORNO. «La Curva mi ha aiutato quando ero piccola e ha permesso ai miei genitori di sostenere le visite mediche in America. Adesso tenete questi soldi e aiutate voi chi ha bisogno». Finito il...

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LIVORNO. «La Curva mi ha aiutato quando ero piccola e ha permesso ai miei genitori di sostenere le visite mediche in America. Adesso tenete questi soldi e aiutate voi chi ha bisogno». Finito il rumore delle festeggiamenti di questo Livorno-Pisa che rimarrà negli annali, il derby continua a regalarci storie di cuore e di solidarietà. Ad assistere al match più atteso dell'anno, infatti, c'era anche Alyssa Bruni, una ragazza di 15 anni non vedente. Nata di 6 mesi, insieme alla gemella Emma, fu colpita da una brutta malattia dovuta a una nascita prematura. E così, dopo averla operata d'urgenza in Italia, i medici proposero ai genitori di farla curare negli Stati Uniti. L'intervento si è svolto nel 2003 a Detroit e la malattia è stata arginata. Ma purtroppo è rimasta non vedente.

«Ricordo – spiega mamma Antonella – che tutta la città ci aiutò con iniziative di solidarietà. Anche gli ultrà ci stettero vicino, consegnandoci dei soldi per permetterci quel costoso viaggio in America. Prima della partita tra Livorno e Messina, Alyssa fece anche un giro di campo su una 500 amaranto con lo stadio intero che applaudì».

Le due gemelline vivono a Rosignano Solvay. «Abbiamo un ristorante a Rosignano e qui spesso vengono dei ragazzi che vanno in Curva, è per questo che i tifosi conobbero la storia e si attivarono per aiutarci». Ed è per questo che Alyssa ed Emma hanno sempre sentito parlare del Livorno. «A volte veniamo anche allo stadio e non potevamo mancare al derby con il Pisa».

E così, insieme a babbo Alessio, le due gemelle sono andate in Curva per assistere alla vittoria di Vantaggiato e compagni. Ma prima del fischio d’inizio, Alyssa è andata a salutare gli ultrà che conosceva, ringraziandoli ancora una volta per l'aiuto che le dettero quando era appena nata. «È andata allo stadio con una busta con dei soldi da portare a loro. Ha sempre saputo che la Nord è vicina alle persone che soffrono, perciò ci teneva a dare il suo contributo. Credo che quei soldi siano andati alle famiglie dei due operai che sono morti nel porto tre settimane fa. È stato un gesto bellissimo, che gli ultrà hanno apprezzato molto e che ci ha resi ancor più orgogliosi di nostra figlia».

E il 2-0 del Livorno sul Pisa ha reso tutto ancor più bello. «È tornata a casa contenta matta e senza voce. I cori li conosce tutti. È una ragazza energica e piena di vita. È in prima al liceo sociopedagogico di Cecina e a scuola ci va da sola in autobus. Suona il piano, va ai concerti, ha un sacco di amici... tra l'altro, pur essendole cadute le retine, ha ancora il nervo ottico funzionante. Perciò se un domani si potesse trapiantare la retina, lei è una delle candidate. Così potrebbe riacquistare la vista». E in questa partita, tutta Livorno giocherà ancora al suo fianco, come in quel lontano Livorno-Messina finito 3-0.

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