Il Tirreno

Livorno

Il monello del circus chiede scusa e Seb lo perdona

Il monello del circus chiede scusa e Seb lo perdona

SHANGHAI (Cina). Ancora lui. Max Verstappen resta il ragazzaccio del circus, talento e adrenalina ma cervello spesso non connesso. In Red Bull è tenuto in altissima considerazione rispetto a Daniel...

3 MINUTI DI LETTURA





SHANGHAI (Cina). Ancora lui. Max Verstappen resta il ragazzaccio del circus, talento e adrenalina ma cervello spesso non connesso. In Red Bull è tenuto in altissima considerazione rispetto a Daniel Ricciardo che invece riesce a dare spettacolo senza inimicarsi tutti i colleghi, ma il Gp della Cina deve aver aperto gli occhi al team e forse anche cambiato l’atteggiamento dell’olandese, che ha capito di averla fatta grossa.

«Su Vettel ho sbagliato, gli ho chiesto scusa. Avrei potuto aspettare un pochino di più, chiaramente dopo è facile dirlo, ho bloccato le posteriori ma non volevo colpirlo. Purtroppo non posso cambiare la situazione», ha detto commentando l’insensato affondo sul ferrarista. Di più: «Il mio inizio stagione è stato uno schifo. Mi criticheranno? Tutti hanno la propria opinione, nemmeno io sono contento di me stesso, cercherò di fare meglio dalla prossima. Ho deluso, devo cercare di rivedere tutto e fare meglio». Una promessa, da mantenere. Lo speronamento a Vettel è costato all’olandese 10 secondi di penalità e due punti in meno sulla patente, ma soprattutto alla Red Bull una possibile doppietta, opportunità a portata di mano grazie all’indovinato doppio pit stop a metà gara, in regime di safety car. Gli sguardi tra i boss del team erano eloquenti e tali da far pronunciare a Verstappen l’inedito mea culpa. «Max deve controllarsi, non strafare, ha gettato una vittoria», ha detto l’influente Helmut Marko, ammorbidendo poi il parere con lodi al suo talento. Sebastian Vettel ha accettato le scuse, dicendo che «in gara certe cose succedono» , ma di sicuro non avrà apprezzato l’ennesima prova dell’irruenza del talento della Red Bull, che viene da paragonare - pur con le dovute differenze di rango tra i due piloti - al Marc Marquez che domenica scorsa in MotoGp ha affondato Valentino Rossi. «Sono grato a Verstappen per il suo modo di guidare», ha ironizzato Lewis Hamilton, che al momento giusto l’aveva mandato a ruote sull’erba. Sembra giunto il momento di cambiare. Verstappen afferma di averlo capito, anche se alcuni ne apprezzano la dose di spettacolo che non fa quasi mai mancare. I sorpassi di Ricciardo a Shanghai hanno però reso chiaro che tra noia e insensatezza c’è anche una terza via, che l’olandese deve cominciare a seguire.

«A quanto pare non riesco a vincere gare noiose - èinvece ilk commento di un raggionate Daniele Ricciardo - Certo è stata una vittoria totalmente inattesa. Sabato temevo di non entrare neanche in griglia, ma i ragazzi ai box hanno fatto un grande lavoro per farmi fare le qualifiche. Anche oggi (ieri, ndr)sono stati grandi, facendoci fare il doppio pit stop in regime di safety car. È stata una mossa decisiva, che ci ha permesso di vincere».

Soddisfatto solo a metà, invece, Kimi Raikkonen: «Mi prendo questo terzo posto perché da come si era messa nella prima parte non sembrava proprio una gara positiva. Se avessi avuto gomme soft, nel finale forse sarei riuscito ad attaccare Bottas, ero più veloce, ma quando lo avvicinavo poi non riuscivo a fare di più».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore