Gioco
Grazie mille Cutolo: «Lo dedico a voi»
Il gol decisivo col Siena e un affetto ricambiato: «Ora pensate alla B, poi chissà...»
LIVORNO. Eroe in casacca amaranto nella prima parte del campionato che si concluse con una retrocessione amara, eroe sempre in amaranto, sponda Arezzo in questo scorcio di torneo. Giustiziere del Livorno prima, killer del Siena nell’ultimo turno, salendo a quota 9 reti.
Aniello Cutolo, genio e sregolatezza per definizione, un poeta che sa addomesticare la palla come pochi in questa categoria. Ci racconti il suo gol. Una rasoiata nell’angolino...
«L’azione è nata da una ripartenza nella quale siamo stati davvero bravi nei movimenti. Lulli mi ha pescato con un bel lancio e a quel punto, diventava affar mio. C’era un difensore del Siena che mi si parava davanti, l’ho puntato, aspettando nel frattempo che allargasse un po’ le gambe e darmi così lo spazio per calciare. E invece...».
Invece?
«Mi teneva coperto sul sinistro, ovviamente. Sembrava non ci fosse possibilità di andare a calciare col piede preferito ed allora ho stretto verso il centro, disposto a tirare anche con il destro. Ma si è spostato, seguendo il mio movimento e a quel punto, d’istinto, ho cambiato di nuovo idea, virando a sinistra. In mezzo secondo, l’idea del tiro immediato. Un colpo di biliardo. E’ andata bene...».
Bella partita, condita da alcune belle parate del vostro portiere...
«Assolutamente, si. Abbiamo sofferto i primi 25’; la Robur ci stava mettendo in difficoltà e noi facevamo un po’ fatica a contenerli».
E poi qualcosa è cambiato, no?
«Abbiamo applicato alcuni accorgimenti tattici e da lì, abbiamo sempre risposto colpo su colpo, restando fino alla fine in partita».
Che Siena ha trovato?
«Ha confermato di valere la classifica che occupa. È una squadra che non è seconda a caso. Sono forti».
Il risultato del Livorno, quando lo ha saputo?
«Sapevo che vinceva 1-0, del resto la nostra partita cominciava un’ora e mezzo dopo. Avuta quell’informazione, avevo poi da pensare alla mia squadra. Quando negli spogliatoi ho conosciuto il finale, appreso che nel secondo tempo avevate raddoppiato, mi si è riempito il cuore di gioia».
I tifosi del Livorno non l’hanno odiata neppure dopo il suo gol che ci tramortì. Adesso che è stato l’uomo partita contro il Siena, è sempre più un idolo. Lo sa?
«So benissimo che è rimasto un affetto reciproco davvero strano vista la mia permanenza a Livorno di soli sei mesi. La vostra è una piazza che mi è sempre piaciuta e per questo la scelsi».
Il Livorno ora come lo vede?
«È tornato ad essere padrone del proprio destino. La posizione migliore che si possa vantare. È tornato ad avere le carte in regola per vincere il campionato».
Più due in classifica a tre giornate dal termine. Come si sente chi rincorre e come si sente chi è davanti?
«Allora, dirò la verità. La sensazione che ebbi quando affrontammo il Livorno, l’ho avuta pure sabato col Siena. I bianconeri hanno si confermato di avere qualità importanti ma si percepiva quella tensione, quella pressione caratteristica del momento delicato della stagione. Non vi rendete conto di quante energie soprattutto nervose se ne vanno. Ti consumi. Ma ora questo vantaggio va portato fino in fondo. La vittoria col Pisa, secondo me, dovrebbe dare quella scossa di adrenalina con la quale poter arrivare fino al traguardo».
Si è sentito con qualche giocatore del Livorno?
«Mi sono sentito tramite messaggio con Daniele Vantaggiato. Siamo amici, oltre ad essere stati compagni in amaranto ma anche, in precedenza, a Padova. Ci siamo complimentati a vicenda. Per la mia rete da tre punti e, per la sua che è stata quella che ha dato la certezza che il derby era in cassaforte».
Augurandole tutte le cose più belle con l’Arezzo, ma se le arrivasse una telefonata all’apertura del mercato, tornerebbe dalle nostre parti?
«Intanto, non per retorica, sono concentrato per portare a casa un risultato che ritengo straordinario per le condizioni in cui abbiamo dovuto affrontare quasi tutta la stagione. Qui, dove mi trovo bene, ho un biennale. Viviamo ancora nell’incertezza, visto che domani (oggi ndc) c’è l’asta fissata dai curatori. Il futuro mio qui è quindi tutto da vedere. La mia simpatia per il Livorno era e resta immutata. Intanto pensate ad andare in serie B. Poi, chissà...». (f.l.)
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