Il Tirreno

Livorno

Livorno, è l’ultima chiamata

di Flavio Lombardi
Livorno, è l’ultima chiamata

La serie B passa dalla sfida più attesa col Pisa, occhi anche su Arezzo-Siena

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LIVORNO. Aria di derby, fra chi cerca la promozione diretta, chi ci spera auspicando cali delle due che stanno davanti ma si accontenterebbe in fondo di vincere a Livorno per prestigio e per una griglia migliore ai playoff. Chi, infine grazie ai tre punti, potrebbe continuare la rincorsa a una salvezza diretta o, al massimo, puntare dritto al quart’ultimo posto che darebbe diritto a giocare gli spareggi retrocessione contro il fanalino di coda.

Arezzo-Siena e Livorno-Pisa, due partite dove nessuno regala nulla a nessuno. Partite sentite, in cui, quella che vedrà in campo l’ex Cutolo, affonda le radici dell’odio nella storia. Siena, ghibellina e alleata di Arezzo, dopo la sconfitta di Colle Val d’Elsa a opera dei fiorentini, diventò guelfa. E, al fianco dei fiorentini, vent’anni dopo, nel 1289 sconfisse Arezzo. Che si riscattò nella battaglia di Montecatini nel 1315. Una rivalità diventata poi calcistica e molto vissuta specialmente negli anni’ 70 e’ 80. Ventiquattro i precedenti nel Valdarno: 11 vittorie amaranto, 8 pareggi, 5 affermazioni bianconere. Per il Siena, sfatare un po’ la tradizione, significherebbe far trascorrere un’altra giornata di campionato mantenendo come minimo il vantaggio di un punto guadagnato inaspettatamente dopo la sconfitta del Livorno ad Olbia. Un pari, tutto sommato, potrebbe anche andar bene al Siena, addirittura digerendo una eventuale vittoria della squadra di Sottil nel match del Picchi. Perché in fondo, pur andando sotto di una lunghezza, ci sarebbe sempre un calendario che, sulla carta, è più agevole. Delle 18 vittorie ottenute da Marotta e compagni, 10 sono state ottenute in trasferta e solo 4 sono state le sconfitte lontano dal Franchi, segnando 22 reti, subendone 14. 37 i gol totali, 25 al passivo come il Monza, quindi miglior difesa del girone. Non sarà facilissimo per l’Arezzo, orfano di Moscardelli, trovare la chiave per battere gli avversari. Appena 5 le vittorie amaranto, con 4 pareggi e 6 sconfitte nel proprio stadio.

Livorno-Pisa significa un po’ tutto. Su 41 rappresentazioni, i nerazzurri sono usciti con il pieno solo in 6, prendendo 42 gol e segnandone 18. Il Livorno è in vantaggio anche nei derby disputati all’Arena. Figuriamoci... Ma la classifica attuale dà un altro motivo alle due squadre per uscire al 90’ con tre punti in tasca. Per il Pisa, in caso di sconfitta del Siena e di una vittoria a Livorno, si aprirebbe teoricamente la porta diretta per il Paradiso. Perché, seppur dovendo riposare all’ultima giornata mentre Livorno e Siena dovranno giocare, intanto domani sera, la squadra della torre pendente sarebbe al primo posto e con una classifica che vedrebbe tre squadre in un punto. Con il Livorno a chiudere il terzetto. I “cugini” in trasferta hanno un ruolino di 7 vittorie e altrettanti pareggi su 16 incontri, segnato 22 volte, subito il gol 13. Sono anche la squadra con meno sconfitte totali, 5. Una ipotesi, quella di non vincere che né Sottil, né i giocatori, né tantomeno i tifosi, vogliono prendere in considerazione. Dopo le due sconfitte consecutive, il cammino disastroso dall’inizio del girone di ritorno, il doppio cambio in panchina, quella di domani è una sorta di ultima chiamata. Se la squadra c’è, deve battere un colpo. Altrimenti, inutile starci a girare intorno, è finita. Al di là di quel che potrebbe dire l’aritmetica. Il risultato ottimale sarebbe vincere, “gufando” il Siena. Si tornerebbe a +2 sui bianconeri, si farebbe tornare il Pisa a -5, estromettendolo definitivamente dalle residue speranze di arrivare primo, riducendo al lumicino pure quelle di acciuffare la seconda posizione finale. Il pari, con analogo risultato ad Arezzo, lascerebbe tutto immutato ma lascerebbe la sensazione di aver gettato al vento un’altra occasione. In casa, il Livorno ha vinto 10 volte su 16, mettendola dentro 25 volte. Siamo il migliore attacco del girone, siamo la squadra che in assoluto ha pareggiato meno. Come l’Olbia, 6 volte. Difficile prevedere un pari. O forse no. Chissà. Di sicuro, la serie B passa ineluttabilmente da qui.

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