Il Tirreno

Livorno

SCELTA FATTA A 330 KM ALL’ORA L’AZZARDO PAGA

di CORRADO ORRICO

Avrebbe potuto giocare altri novanta minuti, il Napoli, ma senza l'ingresso di Milik non sarebbe riuscito a rimettere in piedi la partita contro il Chievo. Mentre i tifosi stanno già lasciando lo...

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Avrebbe potuto giocare altri novanta minuti, il Napoli, ma senza l'ingresso di Milik non sarebbe riuscito a rimettere in piedi la partita contro il Chievo. Mentre i tifosi stanno già lasciando lo stadio, il polacco rovescia la partita in pochi minuti. Non solo con il gol del pareggio, ma anche consentendo ai compagni soluzioni di gioco altrimenti impossibili con lo scacchiere iniziale.

Il centravanti è la variabile imprescindibile per superare il cortocircuito che ha frenato il Napoli nell'ultimo mese.

Un rimedio alla prevedibile "noia sarriana", alle trame geometriche e ripetitive, in partita come in allenamento. Un canovaccio che da un lato ha permesso ai partenopei di esibire il gioco più bello in Italia, ma che dall'altro lato ha portato stanchezza mentale, nonché la capacità degli avversari di trovare le contromosse per imbrigliare la manovra offensiva.

La vittoria sul filo di lana costringerà Sarri a una seria riflessione.

Perché è vero che il tecnico è affezionato al suo undici iniziale, ma vero è anche che prima il Sassuolo e poi il Chievo hanno messo in enorme difficoltà il Napoli versione "3 piccoletti". Il campo ha indicato a Sarri una strada nuova, ora sta a lui seguirla.

Intanto la squadra del momento è la Fiorentina, che dopo una prima parte di stagione deludente viaggia a ritmi incredibili. Non commettiamo però l'errore di associare un'enorme tragedia a uno strano tipo di "vantaggio".

La scomparsa di Astori è una perdita profonda sotto ogni punto di vista. Prima di tutto umano, ma poi anche tecnico, poiché ha privato la squadra di un elemento di assoluto livello.

I giovanotti viola meritano grandi applausi per il modo in cui sono riusciti a assorbire una bastonata emotiva di tale portata. Ma dopo la reazione morale e i valori genuini ai quali si sono aggrappati i ragazzi, conta la forza del lavoro, che ha consentito alla Fiorentina di superare l'indicibile dramma.

Il merito va dato a Stefano Pioli, bravo allenatore che ora, insieme ai suoi giocatori, raccoglie i frutti di questo lavoro. Se rivoluzioni una squadra devi mettere in conto un periodo di adattamento.

In questa Fiorentina c'è forse meno qualità rispetto all'anno scorso, ma c'è un quid in più grazie al tecnico, fondamentale anche nello spogliatoio nel gestire il vuoto incolmabile lasciato dal capitano.

(a cura di Giorgio Carlini)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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