Il Tirreno

Livorno

Allons enfants Pouille spezza il sogno azzurro

di Paolo Rossi
Allons enfants Pouille spezza il sogno azzurro

Fognini parte a razzo, poi domina il francese Niente semifinale. Fabio: «Nessun rimpianto»

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GENOVA. Niente semifinale, come nel 2014. Niente lieto fine per l’Italia del tennis, che cede alla Francia (1-3) in Coppa Davis a Genova, nei quarti di finale. Dopo il sabato nero del doppio, ieri Fabio Fognini era partito a razzo, alle 11.30, nella sfida tra numeri uno, contro Lucas Pouille. Un primo set che aveva lasciato presagire la grande rimonta azzurra, un po’ come fecero i transalpini nel ’96 con noi. Pouille sembrava tramortito dalle angolazioni vincenti del ligure, entrato in campo carico e aggressivo al punto giusto. Un 6-2 in 37 minuti, con un dominio netto. Ma il francese non è numero undici del mondo per caso, e non poteva essere così brutto, come apparso nella prima mezz’ora di gioco. Aiutato anche dai consigli in panchina di Yannick Noah, Pouille ha cominciato a rischiare meno i colpi, evitando errori preventivi e gratuiti da parte sua. Questo atteggiamento ha costretto Fognini a giocare di più, a maggiore palleggio con aumento conseguenziale degli errori. Tanti i game finiti ai vantaggio, ma sempre a vantaggio del francese che ha chiuso 6-1 e pareggiato l’incontro. L’equilibrio sembrava di nuovo sparigliato da Fognini che, pronti via, si portava sul 3-0 nel 2° set ma non riusciva ad allungare, pur procurandosi, sul 5-4, tre palle set inutilmente. L’epilogo della frazione era dunque il tie-break, giocato però malissimo dall’azzurro (che aveva anche rotto una racchetta) eperduto in malo modo. “Nervoso nel tie break del terzo set? In realtà ho bisogno di un po' di tempo per capire questa partita" ha detto poi l’azzurro, ancora incredulo nell’accettare la sconfitta (Pouille, ormai più leggero di testa e ben solido, completava l’opera con un classico 6-3).

“Credo di aver giocato contro il numero 11 del mondo creandomi tante possibilità, che purtroppo non sono riuscito a concretizzare – ha detto Fognini - anche nel secondo set siamo andati spesso ai vantaggi, poi nel terzo un nastro mi ha un po' cambiato il set, comunque credo di aver giocato bene e se c'è rammarico, c'è per il doppio di sabato, francamente affrontato male".

Un’analisi condivisa da capitan Barazzutti: “Fabio ha giocato a tratti molto bene, però è mancata continuità nel rendimento del suo gioco e nella gestione del match. La chiave del match è stato il finale di terzo set, che onestamente non ci ha girato benissimo, con tre set point mancati: due annullati da Pouille con altrettanti ace millimetrici, poi sul terzo quel nastro su una risposta probabilmente vincente e il successivo errore di diritto. L’avversario ha saputo esprimersi al meglio nei momenti importanti. E’ vero che in certi momenti Fabio è andato di fretta, però ha lottato, anche se stanco, ha giocato con tutto quello che aveva. Forse se andavamo avanti due set a uno la partita sarebbe stata diversa. Comunque onore ai francesi, che nelle tre giornate sono stati bravi”.

Quale è il bilancio della sfida di Valletta Cambiaso? “Possiamo contare su una squadra molto competitiva, speriamo che ci siano dei giovani che vengano ad aiutare la generazione di giocatori che in questi anni hanno tenuto sempre l’Italia tra le migliori otto nazionali del mondo” ha concluso il ct. Comincia ora la stagione sul rosso, cui guarda Fognini: "A 31 anni sono più maturo e sono anche in fiducia grazie ai match di questi giorni, perché ho dimostrato di non dover temere nessuno. Voglio affrontare bene questa stagione sulla terra”.



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