Gioco
Addio confini: ora Santini vuole l’Europeo
Il talento della Boxe Salvemini va in azzurro l’obiettivo è un posto al galà continentale
LIVORNO. Profumo di nazionale e d’Europa per Massimo Emanuele Santini, il talentuoso giovane boxer, classe 2001 (15 novembre) della Livorno Boxe Salvemini. Da martedì è infatti al Centro sportivo dell’Esercito di Cecchignola (Roma) per partecipare alla fase finale di selezione della squadra azzurra, per i prossimi campionati Europei Youth, maschili e femminili, in programma a Roseto degli Abruzzi (TE) dal 17 al 26 aprile.
Insieme con lui nella categoria 56 Kg, sono stati convocati altri tre pugili: Corrado Depoli della Eagle, Daniele Oggiano della Boxing Alberto Mura e Simone Spada della Versus Accademy. Boxer con i quali, Massimo Emanuele, dovrà vedersela nel torneo Italia di Perugia, da domani a lunedì 9 aprile.
«Per aver diritto a indossare la maglia azzurra ai campionati europei di Roseto nella cat. 56 kg –spiega il suo maestro Donato Salvemini- a Massimo Emanuele Santini, come agli altri, non basterà vincere il torneo Italia, ma dovranno superare anche i test match successivi, con i compagni».
Insomma per il nostro pugile un cammino in salita, ma non certamente proibitivo, in questa nuova e stimolante esperienza della sua giovane ma bella carriera: 33 match disputati, di cui 23 vinti e 2 pareggiati. Con Massimo Emanuele, a Roma e dintorni, c’è anche il suo maestro Donato Salvemini, con cui tra l’altro, nei mesi scorsi si è preparato al meglio, alla palestra Eos di Stagno, con dure sedute di allenamento, anche mattutine, per farsi trovare pronto .
«Io –aggiunge Salvemini- svolgerò il mio lavoro in seno alla nazionale azzurra, come aiutante del maestro Fabrizio Cappai, padre dell’olimpionico di Londra Manuel, per tutto il periodo di preparazione. Dopo Perugia, il 10 aprile, ci sposteremo ad Assisi, al centro nazionale federale, per un altro training camp internazionale con gli atleti delle nazionali, già presenti in Italia, per rifinire la preparazione per i campionati europei di Roseto».
Poi da Salvemini una battuta: «Il perché di questa chiamata in azzurro? Diciamo che sono entrato nelle simpatie del CT della Nazionale. Ovviamente non per bravura ma per la mia innata simpatia», e giù una risata. «In ogni caso sono qui anche per stare vicino a Massimo Emanuele. E, inoltre, personalmente, perché mi è stata offerta la possibilità di accrescere il bagaglio tecnico e di esperienza, anche internazionale».
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