Gioco
«Troppa ansia e paura Ma siamo padroni del nostro destino»
AREZZO. Voce bassa, sguardo basso, Luciano Foschi cerca una risposta che non ha. Provi a stuzzicarlo con le domande, lui un po’ dribbla e un po’ fa proprio fatica a darti risposte. E questo preoccupa....
AREZZO. Voce bassa, sguardo basso, Luciano Foschi cerca una risposta che non ha. Provi a stuzzicarlo con le domande, lui un po’ dribbla e un po’ fa proprio fatica a darti risposte. E questo preoccupa.
Male mister, molto male.
«Io ho guidato la squadra per quattro partite, questa è la prima che sbagliamo».
Beh, con il Monza siamo durati un’ora, non granchè.
«Però non meritavamo di perdere».
E qui ad Arezzo? Meritavamo di perdere?
«Loro hanno fatto un tiro in porta e un gol».
Noi neanche un tiro però.
«Questo è vero. Forse l’Arezzo ha meritato, ma di certo ci abbiamo messo del nostro».
Certo. Ma perché tutto questo nervosismo?
«Sono episodi che dobbiamo chiarire. Forse è il caso di chiuderci, di isolarci un po’ (e infatti la squadra andrà subito in ritiro) perché dobbiamo uscire da questa situazione».
L’Arezzo ha avuto ben altro impatto sulla partita: grintosi, carichi, mordevano le caviglie. E noi invece troppi morbidi. Perchè?
«Secondo me non è un discorso di carica. È un problema di piacere di giocare a calcio. Loro sono scesi in campo col gusto di giocare, noi invece tesi, preoccupati, con l’ansia».
Forse perché il Siena aveva vinto.
«Beh, allora sarà bene smettere di guardare gli altri. Perché non siamo in grado di farlo. Dobbiamo pensare a noi e basta».
Perchè Manconi titolare e Maiorino in panchina?
«Maiorino era un po’ affaticato, ma è stata comunque una scelta tecnica. Lo volevo mettere l’ultima mezzora per sfruttare la sua freschezza».
E ora?
«E ora bisogna ripartire. L’unico lato positivo che vedo in questa serata è che comunque restiamo padroni del nostro destino. 13 punti dovevamo fare prima di Arezzo e 13 punti dobbiamo fare adesso, anche se con una partita in meno. Bisogna rialzarsi».
Alessandro Bernini
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