Gioco
Sottil: «Se mi richiamano, vengo di corsa»
“Se mi giungesse uno squillo e mi richiamassero? Verrei al volo, sarei già al campo più veloce della luce”. Le prime parole al telefono pronunciate da Andrea Sottil, quando sono da poco trascorse le...
“Se mi giungesse uno squillo e mi richiamassero? Verrei al volo, sarei già al campo più veloce della luce”. Le prime parole al telefono pronunciate da Andrea Sottil, quando sono da poco trascorse le 20.45. Ha visto la partita, ma solo per un tratto del primo tempo. Poi, ha fatto altro. Mister, la squadra è sembrata in difficoltà, neppure un tiro in porta. Davvero se la sentirebbe di tornare? “A parte, che sono sotto contratto e quindi sarebbe per me un obbligo. Ma detto questo, un obbligo la panchina del Livorno non è. E’ semmai un onore. E con il mazzo che mi sono fatto dal 12 luglio scorso, certo che si. Tornerei per cercare di cambiare rotta, per non gettare al vento tanti sacrifici che questo gruppo ha fatto”. Si fa spiegare l’inerzia del match, apprende delle due espulsioni e non si capacita. “Ma davvero? Non è possibile. Non possiamo buttar via un campionato così. Mi piange il cuore...”. (F.L.)
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