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Il Livorno perde due volte la testa

di ALESSANDRO BERNINI
Il Livorno perde due volte la testa

Patatrac ad Arezzo con 6 espulsi tra campo e panchina, il Siena vince e firma il sorpasso

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L'effetto-Foschi è già svanito? Ci angoscia e ci spaventa dirlo, ma oggi sembra proprio di sì. Perché ieri il Livorno ha perso contro un Arezzo davvero modesto, che in pratica ha giocato 25 minuti del primo tempo mettendoci il triplo di intensità e di rabbia del Livorno, per poi limitarsi a fare una partitina da squadra che dovrà sudarsi la salvezza. Ma noi non abbiamo fatto niente di più. Dimostrando solo nervosismo con 2 espulsi in campo con rosso diretto (Murilo per proteste e Franco per fallo) e ben 4 in panchina dello staff di Foschi. Un chiaro segnale di difficoltà anche a livello mentale.

Insomma, peggio di così non poteva andare. E forse ha influito anche lo scendere in campo dopo che il Siena nel pomeriggio aveva vinto firmando il sorpasso. Non siamo stati ai livelli della trasferta contro la Pro Piacenza quando davvero molti giocatori furono quasi irritanti, ma stavolta il patatrac è stato davvero tattico e tecnico, e forse anche fisico.

Nonostante tutto sabato andiamo a Olbia e anche un pareggio vorrebbe dire aggancio al Siena (e quindi sorpasso visto lo scontro diretto favorevole): il problema non è la classifica ma con quale testa e con quale carica andiamo ad affrontare le ultime 5 partite.

Oggi il Livorno non dà certezze. Magari può farti 3 gol in 45’ a Viterbo e poi non fare un tiro in porta ad Arezzo. Siamo una scheggia impazzita.

E non c'è voluto molto a capire che sarebbe stata una serata nera se è vero che già dopo 150 secondi Sabatino si è trovato solo davanti a Mazzoni dopo un triangolo con Cutolo, e buon per il Livorno che ha sparato alto. Ma è stato un segnale chiaro, loro erano ficcanti e brillanti, noi terribilmente compassati, sempre costretti a far partire l'azione con lanci lunghi dei centrali o di Franco e centrocampisti tagliati fuori. Il gol al 24' è stato la conseguenza più logica, con Cutolo che solo in area è andato a infilare in porta dopo un salvataggio di Mazzoni.

La reazione è stata lenta, fragile, senza acuti dei singoli e senza compattezza di squadra. Niente. Solo un pizzico in più di manovra, ma nessun tiro in porta contro una difesa che pure dava la sensazione di essere tutto fuorchè impenetrabile.

Inutile anche la mossa di Foschi che a inizio ripresa è passato 4-2-3-1 inserendo Maiorino per un Valiani stranamente fuori dalla partita. Il Livorno ci ha provato senza costrutto fino a quando Murilo si è fatto cacciare per proteste, una inutile e folle protesta contro il guardalinee. Lì il Livorno è crollato mentalmente, restando pure in 9 per un fallo a centrocampo di Franco.

E adesso ci sarà davvero da raccogliere i cocci. Niente è perduto. Ma ora, cari ragazzi, servono uomini veri.



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