Gioco
«Siamo vivi, ci è mancato solo il gol»
Giandonato regala ottimismo «Però adesso serve più cattiveria»
LIVORNO. Stare in panchina, per tutti i calciatori, è un gran sacrificio. Immaginiamoci quanto sia difficile finire ai margini del progetto tecnico e avere la certezza matematica di non giocare mai. Non è stato un anno facile per Giandonato. Quando è stato chiamato in causa lo ha fatto sempre dimostrando professionalità e qualità, mettendosi al servizio dei compagni e del mister. Sottil non lo considerava molto (per non dire per niente) e così nella maggior parte dei casi ha fatto da spettatore non pagante. Ma la sua voglia di rimanere e l'affetto per la maglia hanno avuto la meglio sul dispiacere di non giocare. Ed è per questo che quando scende in campo è sempre uno tra i migliori. «Ad agosto – spiega Manuel – ero stato messo sul mercato ma sono voluto rimanere. A gennaio sono stato messo addirittura fuori dal progetto. Però penso che vincere un campionato in una piazza importante come Livorno non capiti a tutti. Perciò, ho messo da parte il mio interesse personale e ho pensato all'obiettivo comune. E sono rimasto».
Con Foschi ha trovato maggior costanza
«Sì, adesso gioco di più».
Cos'è cambiato, lo schema tattico?
«Io mi trovo bene sia con il 4-2-3-1 che con il 4-3-3. Dipende molto dal modo di giocare e dall'idea di calcio degli allenatori. Diciamo che adesso, con la linea a 3, sono più a mio agio perché ho la possibilità di toccare più palloni».
Parliamo di campo. Dopo due belle vittorie è arrivato questo 0-2. Cosa non è funzionato giovedì?
«Purtroppo non siamo riusciti a sbloccarla. Abbiamo preso un gol in avvio e poi loro si sono chiusi. Ci aspettavano e giocavano sulle ripartenze. Ma nonostante questo abbiamo creato tantissime occasioni».
Come valuta questa sconfitta?
«Noi ci abbiamo sempre creduto. La squadra ha dimostrato di voler riprendere la partita in ogni modo. Ci abbiamo provato con il gioco, con i tiri da fuori e con i cross in mezzo, ma il Monza ha resistito e il loro portiere ha fatto i miracoli. Noi comunque dobbiamo continuare su questa strada».
Questo passo falso può creare dei meccanismi negativi a livello psicologico?
«No. Ci siamo già caduti in questi tranelli, dobbiamo rialzarci e essere più cattivi».
Mancano 6 partite, i conti li fate anche voi.
«Noi dobbiamo guardare solo a noi stessi. Se facciamo 18 punti arriviamo primi. Punto e basta».
Si aspettava il ko del Siena?
«Diciamo che nella serata sorta, abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo. Ma vivere sempre sulle disgrazie altri non porta da nessuna parte».
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