Gioco
E adesso la serie B ce la giochiamo dentro una valigia
Quattro trasferte su sei gare, ma forse è meglio... Con 4 vittorie, 1 pari e 1 ko è promozione sicura
LIVORNO. Comincia la volata finale. Le prime due in classifica, chiamate al recupero di martedi, il Livorno ad Arezzo e il Siena al Garilli con la Pro Piacenza, si approciano al match del dopo Pasquetta, con la voglia di riscatto. Hanno perso entrambe, il Livorno al cospetto di un Monza tosto e che ha già avuto la soddisfazione di togliere 6 punti alla Robur e di segnarle cinque reti senza subirne, 4 agli amaranto, pareggiando al Brianteo e vincendo al Picchi. E il Siena, che invece perde ancora col Pontedera (come all’andata) e sempre nel finale. Se al Franchi, i bianconeri riuscirono a pareggiare al 93’, incassando la rete della gioia granata due minuti dopo, quando cioè l’arbitro aveva già il fischio in bocca, a Pontedera l’azione vincente è giunta a sette dalla fine. Il Siena ha oggettivamente dimostrato che ci sono delle formazioni che gli stanno indigeste. E’ accaduto appunto col Monza, con il Livorno e con gli uomini di Maraia.
VOLATA A TRE. Dunque volata a tre, per non lasciare niente al caso. Un duello che diventa triello come nella scena madre de “Il Buono, il Brutto e il Cattivo” e, dove nei panni di Clint Eastwood (il Biondo) ci vediamo bene il Livorno, mentre per gli altri due (Siena e Pisa), scegliete voi chi è Eli Wallach (Tuco) e chi invece Lee Van Cleef (Sentenza).
Uno sprint che non parte tuttavia alla pari. Perché ai nerazzurri, staccati di 5 punti da Luci e compagni, mancano quattro partite. Stanno alla radio martedi, quando giocano la capolista e la sua vice, ed hanno due partite in casa e due fuori. Derby compreso. All’ultima giornata, staranno alla finestra, perché il calendario ha previsto che proprio il 6 maggio debbano osservare il turno di riposo. Più un destino nelle mani degli altri, in questo pazzo torneo in cui si gioca a “vinciperdi” che non in quelle proprie. E dove, la partita del Picchi, potrebbe avere più il sapore di sgambetto ai cugini (in caso di vittoria) che per vedere realmente in rialzo le possibilità di promozione diretta.
IL PISA. Partiamo proprio da loro. Sabato prossimo, all’Arena Garibaldi affronteranno la Pro Piacenza, poi saranno all’Ardenza, a seguire ancora in casa col Pontedera, per chiudere, alla penultima, ad Arezzo. Il Pisa, fra le prime tre, è la squadra che ha vinto meno, che divide equamente le volte da tre punti sia sul proprio terreno che fuori, anche se in trasferta ha perso meno. Pur volendogli accreditare 9 punti su 12, con i 55 attuali non dovrebbe rientrare nella lotta per la prima posizione.
IL SIENA. Molto meglio sta il Siena. Che va a trovare la Pro Piacenza nel recupero della nona di ritorno, una squadra che perde da due partite (a Monza e in casa con l’Arezzo) pur giocando bene. La carta concede il favore del pronostico al complesso di Mignani, se non altro perché, come il Livorno è proprio quando sono lontani dal proprio stadio che offre il meglio di se. Nove sono infatti le volte in cui Marotta e soci hanno fatto bottino pieno non giocando al Franchi. Dopo il match con gli emiliani, finalmente il riposo che rimette in pari la situazione per la classifica. Senza fare più supposizioni, avremmo un dato certo e una graduatoria più reale.
Poi, il derby di Arezzo, che da quelle parti è come quando qui si gioca col Pisa. Un Arezzo che sarà una delle squadre nei panni di arbitro del campionato. Unica a giocare in questo ultimo scorcio, con Livorno, Siena e Pisa. Seguono i 90’ in casa, prima il Cuneo e poi il Piacenza. Per chiudere, il viaggio a Prato che si annuncia non arduo, anche se l’esperienza della scorsa stagione vissuta dall’Alessandria potrebbe non far dormire sonni tranquilli, con i grigi che alla penultima non seppero approfittare della sconfitta della Cremonese a Livorno, pareggiando in casa con la Lupa Roma penultima.
Un ruolino di marcia importante, con 4 vittorie ed un pareggio (ad Arezzo) porterebbe il Siena a quota 71
IL LIVORNO. Ed eccoci al Livorno. Tra le prime tre, è quella che ha perso più di tutte in casa (Alessandria, Pontedera, Cuneo e Monza) e che fuori, con otto successi, è dietro al Siena che ne ha 9.
Come è stato detto altre volte, e come sanno benissimo allenatore e giocatori, siamo noi a decidere tutto. Corre obbligo di non uscire più battuti dal campo, corre obbligo anche di “accontentarsi” a volte (ma non più di tanto) del pareggio. Come ha detto Protti in molte occasioni, per arrivare primi, basta un punto in più degli altri.
In questo caso, sarebbe sufficiente anche arrivare a pari merito, vantando il privilegio di aver vinto col Siena entrambe le volte. Gli amaranto sono la squadra che più delle altre deve giocare (SEI), ma ha anche un calendario non proprio agevole. Si parte col recupero della ottava di ritorno ad Arezzo. Ulteriormente penalizzati, il moto di orgoglio ha permesso agli amaranto valdarnesi di vincere su un campo non facile come quello della Pro Piacenza. Non stenderanno tappeti rossi, non fosse che se riuscissero ad evitare la quart’utima posizione si salverebbero direttamente. Ma è anche vero che perdere contro il Livorno, considerando che hanno da recuperare altre due partite, consentirebbe loro di tenere sempre a tiro sia il Gavorrano che il Cuneo, pensando che se mai dovessero andare ai playout troverebbero molto presumibilmente il Prato nei confronti del quale sono superiori.
Si arriva poi alla prima delle due trasferte sarde, entrambe da disputarsi al Bruno Nespoli di Olbia. La prima è appunto con l’Olbia, borderline per l’accesso ai playoff. All’andata fu 2-1 con vittoria in rimonta nel finale con rete di Ponce. Squadra che in casa ha vinto la metà delle 14 partite giocate e che ha perso solo due. Ci vorrà una prestazione “a ghigna dura”. Poi, il giorno del derby. Sarà il 14 aprile, forse una partita solo di campanile per gli altri, ma di vitale importanza per il Livorno. Potrebbe essere gradito pure un pari, ma guai perdere!
Non si rifiata, Perché c’è l‘Arzachena, di nuovo sull’isola. Alla quale segue l’impegno con la Carrarese di Baldini. Bel gioco, tanta spensieratezza e propensione a fare gli scherzetti come ben sanno all’ombra della torre pendente. Infine, l’ultima rappresentazione. Stadio Garilli, avversario, il Piacenza che la settimana prima avrà reso visita al Siena. Il Livorno dovrà, per essere sicuro, aver già messo in banca 11 punti, frutto di tre successi e due pareggi. Pensando che il Siena si fermi a 12 su potenziali 15, il 6 maggio basterebbe un pari per ottenere la promozione in B.
Di questi tempi, con il tabù Picchi scoperto dall’inizio del girone di ritorno, avere complessivamente quattro partite fuori e due in casa, potrebbe non essere uno svantaggio...
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