Gioco
L’abbraccio dei tifosi nonostante la sconfitta
Commozione e silenzio, poi un grande tifo della Curva Nord. E alla fine applausi alla squadra
LIVORNO. La città ha vissuto due giorni di lacrime e rabbia e anche gli ultrà hanno partecipato al dolore di tutta Livorno. Dopo 10 minuti di silenzio assoluto, la curva Nord è partita con il solito incitamento commovente. Prima del via, i ragazzi hanno fatto gruppo fuori dalla curva, con la cena, una bella iniziativa che serve per fare aggregazione e portare entusiasmo intorno alla squadra, in un momento delicatissimo della stagione. Dentro il Picchi, poi, la voglia di sostenere Luci e compagni.
A spingere i ragazzi di Foschi, in realtà, non è stata solo la curva, ma tutto lo stadio, con 6mila persone che ci hanno creduto fino alla fine. Ma è ovvio che sia stata la Nord la locomotiva del tifo livornese. Quattro bandieroni tenuti sempre in alto nella parte centrale, tamburi a scandire il ritmo e battimani a non finire. In tanti saranno tornati a casa senza voce. «Io non ti lascerò, lo sai perché, Livorno alé, non tifo per gli squadroni ma tifo te» è il coro del momento e quando è partito, è durato per una decina di minuti. Così come il classico «Ci facciamo i chilometri, ci beviamo gli ettolitri, il mio fegato, diffidatelo» che ha fatto saltellare un po’ tutti.
Qualcuno, come al solito, ha deciso di sfidare il clima seguendo parte della gara a torso nudo. Purtroppo l’amore immenso degli ultrà non è servito a portare a casa neanche un punto. Ma nonostante il punteggio negativo, il Picchi non ha mai smesso di cantare. Sotto 2-0, tra l’altro, la Nord ha esibito anche una bella sciarpata. Poi, al triplice fischio, nonostante il grande dispiacere per l’ennesima occasione gettata al vento, la squadra sotto la curva è stata accolta e incoraggiata ugualmente.
Nicolò Cecioni
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