Il Tirreno

Livorno

Basket, il film dell’orrore della Libertas finisce in serie C

di Andrea Masini
Basket, il film dell’orrore della Libertas finisce in serie C

Livorno, il 27° ko chiude la peggior pagina della storia gialloblù. Nonostante un eterno Chiacig anche Moncalieri passa

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LIVORNO. Bye bye Serie B. È stato “bello”, finché è durato. Dieci mesi orfani di soddisfazioni, minati di problemi, incomprensioni e chi più ne ha, più ne metta. La Libertas Liburnia di coach Pardini saluta la cadetteria con tre giornate d’anticipo, incassando la 27esima sconfitta di fila per mano della Allmag Moncalieri in un PalaMacchia spoglio di passione (61-67 il punteggio finale di fronte a circa 80 spettatori...). Desolato. Muto come una tomba.

Lo stesso palasport che 301 giorni fa conteneva quasi 4000 persone per il derby promozione stravinto sulla Pielle. Serate indelebili della storia di questa Libertas, la Liburnia, purtroppo naufragate in una stagione da incubo che nessuno avrebbe mai immaginato e che rischia - seriamente - di trasformarsi in una sceneggiatura horror se la striscia di ruzzoloni dovesse allungarsi ulteriormente. Un’avventura - ribadiamo - nata sotto una cattiva stella, come del resto un roster allestito in fretta e furia a cavallo fra giugno e luglio, senza indugi relativi a sviluppi e opportunità di mercato. Il risultato? Giocatori che vanno e vengono, litigi all’interno dello spogliatoio specie per motivi d’incompatibilità con allenatore e società (su tutti l’addio di Giacomo Dell’Agnello, uno degli eroi della promozione e beniamino della tifoseria…), battibecchi sui social, la perdurante contestazione da parte di coloro che, 10 mesi fa, si erano riavvicinati al basket e ai colori gialloblù nelle notti magiche del derby, le dimissioni di coach Pardini rigettate dal club e in ultima la risoluzione dei contratti di Daniele Mastrangelo, Gianluca Giorgi e Alessandro Ciampaglia, senza contare che pure Andrea Giampaoli ieri sera non si è visto perché in totale contrasto con l’entourage gialloblù.

Una grana dopo l’altra, sfociate in una retrocessione dolorosa che tortura innanzitutto chi l’ha conquistata con sudore e sforzi economici e che fa malissimo anche alla città di Livorno e alla sua magnifica tradizione cestistica narrata dalla Libertas Livorno della famiglia Boris e dalla Pallacanestro Livorno di Mario Vigoni. Basket city non c’è più. È una favola sepolta nel libro dei ricordi, mentre in altri lidi - con progetti seri - la palla a spichi e tornata a splendere dopo anni di buio.

La partita con Moncalieri? Molto simile ad uno scrimmage di fine agosto fra due squadre che meritano nella maniera più assoluta la posizione di classifica che occupano. Il semplice contorno di una domenica da paura, l’ennesima, farcita dall’espulsione di Fabio Bastoni nel secondo quarto che riassume alla perfezione il copione di un campionato maledetto e bollato, ad oggi, da 27 bocconi amari. Roberto Chiacig l’ultimo a mollare la presa: per lui 22 punti, 21 rimbalzi e 28 di valutazione in 40 minuti filati. A 42 anni merita una standing ovation. In doppia cifra anche Mattia Soloperto (13 punti e 12 rimbalzi), l’altro pivot d’esperienza reclutato a novembre - ma in campo dal 7 gennaio - per provare a rimettere in piedi una situazione drammatica, e Giuseppe Varotta (10). Sudore e impegno di giocatori navigati che devono servire d’esempio per i più giovani, ma di fatto inutili ai fini del risultato. In via Allende passa anche Moncalieri. Tempo scaduto. La Libertas Liburnia è retrocessa.
 

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