Gioco
«Vittoria da guerrieri: la dedico a Protti, voglio che resti qui»
LIVORNO. Luciano Foschi è arrivato dovendo fare lo psicologo, perché il tempo per lavorare sui suoi concetti non era abbastanza. È andata bene, mister.«Ho parlato con tutti e ventisei i giocatori,...
LIVORNO. Luciano Foschi è arrivato dovendo fare lo psicologo, perché il tempo per lavorare sui suoi concetti non era abbastanza. È andata bene, mister.
«Ho parlato con tutti e ventisei i giocatori, uno per uno. Volevo sapere tutto di loro. È stato impegnativo, ma credo molto costruttivo. Sapevo che la partita era una partita di sofferenza, che avremmo avuto momenti in cui il Siena ci avrebbe messo in difficoltà. Ma sapevo anche che la mia squadra era in grado, stando bella corta, di ripartire in determinate situazioni e fare male. L’azione che ha portato al gol non è stata casuale. Quando l’ho vista partire sapevo che potevamo arrivare fino al tiro e così è stato».
Mignani l’aveva impostata bene...
«Le squadre di Mignani giocano così. Anche l’Olbia, l’anno scorso giocava nel solito modo. L’ho sempre battuto, per sua disdetta, ma forse sarà anche fortuna».
Debutta ed è subito primo in classifica. Cosa fare adesso per proseguire su questa strada ritrovata?
«Questa squadra aveva perso le distanze e la partita di Gorgonzola aiutò molto perché il campo della Giana è stretto e permise di sfruttare le qualità dei giocatori, anche se non stavano attraversando un buon momento. Se noi restiamo equilibrati, abbiamo giocatori importanti per toglierci le soddisfazioni. Ora ci godiamo la vittoria. Le cose sono andate bene ma c’è da lavorare ancora, nonostante questa squadra abbia fatto 54 punti prima del mio arrivo».
Il suo 4-3-3 per come è stato applicato, le è piaciuto?
«Ho cercato soprattutto di ridare certezze a questi ragazzi. Ho puntato tutto su quello. Non c’era molto da fare in due giorni. Prossimamente, vedremo i movimenti che voglio io, la costruzione di gioco che voglio io. Una cosa per volta. La mia vittoria, il mio successo è stato quello di vedere entusiasmo in tutti i ragazzi, vedere al momento del gol tutti scattare dalla panchina e correre verso Valiani che non sapevo neppure avesse segnato lui. Questo spirito ci deve sempre essere. Uno spirito guerriero che non lascia respirare l’avversario. Questo vuole la nostra gente. I giocatori, quando escono dal campo avendo dato tutto, non avranno mai il mio rimprovero».
La prima vittoria del Livorno per 1-0. Questo è il risultato ottenuto al 90’. Ma ce n’è un altro da ottenere. Ancora più importante se vogliamo. Si chiama Protti.
«Volete sapere una cosa? Questi tre punti, questa mia prima gioia da mister del Livorno, la dedico tutta a lui. A Igor. Per l’uomo che è, che conosco da tanti anni. Prenderà le sue decisioni ma vorrei che restasse. Non so se riuscirò a toccare il tasto giusto. Ma ci spero». (f.l.)
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