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Solo in 405 a vedere il derby Prato- Pistoiese...

PISTOIA. Tre parole per spiegare quello che c’è da raccontare: tristezza, riforme e ammirazione. Non siamo di fronte alle consultazioni presidenziali per il nuovo Governo ma ai dati che emergono, in...

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PISTOIA. Tre parole per spiegare quello che c’è da raccontare: tristezza, riforme e ammirazione. Non siamo di fronte alle consultazioni presidenziali per il nuovo Governo ma ai dati che emergono, in maniera netta ed inequivocabile, da quello che si vede sugli spalti del campionato di Serie C. Nonostante i tantissimi derby e due squadre che fanno da traino a tutto il resto del gruppo per tradizione e seguito, vale a dire Livorno e Pisa, dopo la 30ª giornata di Serie C leggiamo un numero eloquente: 405. Sono gli spettatori che hanno assistito a Prato-Pistoiese, il “Derby” per antonomasia nella piana che, da dopo il Serravalle, abbraccia l’Ombrone ed il Bisenzio prima di arrivare a Firenze. Un escalation al contrario davvero preoccupante: 4.500 spettatori per Pistoiese-Prato nel 2014-15 al “Melani”, quasi 3.000 nel settembre 2016 a Prato, 1.900 per la sfida d’andata e adesso non si arriva 500. Alla fine, sui 405 presenti, 170 erano arrivati da Pistoia e, sempre al netto degli accrediti, alla fine erano di più di quelli venuti da Prato che ha una tifoseria ormai lontanissima dalla squadra per gli scontri avuti con patron Toccafondi. Tutto questo per arrivare alla parola “riforme”: ha davvero ancora senso un campionato di Serie C a 60 squadre, far spendere soldi alle società per impianti, che non sono di proprietà, sicurezza, steward e quant’altro per 405 spettatori? (S.M.)

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