Il Tirreno

Livorno

Quella telefonata di Aldo e Pecini dice subito addio

di Alessandro Bernini
Quella telefonata di Aldo e Pecini dice subito addio

Il dg si è sentito senza più poteri, ora Spinelli ha ripreso tutto in pugno

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LIVORNO. Era una tranquilla domenica pomeriggio fino alle 16.15. Era... Poi una telefonata, improvvisa, di Aldo Spinelli a Nicola Pecini: «Ho deciso, mando via Sottil, ho preso Foschi come allenatore e faccio tornare Signorelli come direttore sportivo». Apriti cielo. In pochi minuti vengono sverniciati quasi 9 mesi di lavoro. Pecini prende atto e dice subito a Spinelli che rimette il mandato e esce di scena, Facci per ora resta ma nella realtà dei fatti è esautorato, Sottil torna a casa e da stamani in panchina ci sarà Luciano Foschi (50 anni, ex vice di Di Carlo e lo scorso anno a Renate), Elio Signorelli torna sulla sedia di direttore sportivo, in più c’è Igor Protti che già nelle prossime ore potrebbe dimettersi (ma di lui parliamo a parte). Un terremoto. Peraltro senza nessuna ufficialità visto che la società non ha comunicato niente, nonostante Foschi e Signorelli ieri sera fossero già in città, col tecnico che stamani dirigerà il primo allenamento.

SVOLTA SPINELLI. Ha deciso tutto Aldo Spinelli. Che per 8 mesi è rimasto ai margini, un po’ osservatore, un po’ indifferente, non coinvolto per scelta personale. Ha delegato tutto a Nicola Pecini fino a due settimane fa, poi ha drizzato di nuovo le antenne. Le tre sconfitte consecutive in casa lo avevano turbato, lui non conosce mezze strade: o non se ne occupa, o comanda lui.

La casa amaranto scricchiolava già da qualche giorno. Tant’è che martedì scorso, in uno dei classici summit che si svolgono a Genova, ci sarebbe stata una richiesta di chiarimento da parte di Pecini. Ma nell’occasione Aldo e Roberto Spinelli avrebbero ribadito che c’era assoluta fiducia in lui e che aveva carta libera per lavorare.

BASTA SOTTIL. Il fatto che squadra e società si fossero compattati in difesa di Sottil (anche se Pecini qualche perplessità ce l’aveva...) non è piaciuto granché a Genova. La vittoria contro la Giana aveva scacciato diversi nuvoloni, ma il cielo restava grigio. E ieri in mattinata Aldo Spinelli ha preso tutta la situazione in mano, senza ascoltare o chiedere ai suoi uomini. Forse sapeva che avrebbe trovato un muro, perché a Livorno nessuno gli avrebbe dato sponda sull’esonero di Sottil.

TORNA SIGNORELLI. Se Spinelli avesse condiviso con Pecini (magari parlandone insieme) l’esonero di Sottil, non ci sarebbe stato questo terremoto? No, ci sarebbe stato lo stesso.

Perché a sorpresa Spinelli ha anche deciso di richiamare Elio Signorelli, suo uomo fedele per tanti anni, relegando dunque Mauro Facci (che comunque non è stato esonerato e per ora non si è dimesso)a ruolo di puro contorno, senza più poteri. E questo mossa non poteva essere digerita da Pecini, che in estate aveva scelto personalmente Facci.

Va detto che Signorelli due anni fa ebbe una rottura con gli Spinelli, ma evidentemente non abbastanza brusca da impedirne il ritorno. Resta il fatto che Signorelli era allo stadio a vedere due delle ultime tre partite del Livorno, prima al Picchi contro il Cuneo e poi a Piacenza contro la Pro. Se fosse lì già inviato dagli Spinelli, non ce lo dirà mai nessuno.

L’USCITA DI PECINI. Chiariamo innanzitutto che Nicola Pecini e Aldo Spinelli non avevano ancora ratificato il passaggio del 20% delle quote, dunque non ci sarà nessuna conseguenza a livello societario. Così come in questo terremoto non c’entra assolutamente il vicepresidente Marco Arturo Romano (che è ai margini e, da quanto ci risulta, a giugno potrebbe anche non mantenere le sue quote, che per ora sono state molto simboliche).

Dicevamo di Nicola Pecini. «Ora parlare di me non ha senso, ci sarà il momento», ci ha spiegato ieri sera evitando di rilasciare ulteriori dichiarazioni. Era stato chiamato da Spinelli in estate, aveva accettato anche perché gli era stata garantita piena autonomia nelle scelte. E in effetti così è stato, nella gestione tecnica, societaria e anche di mercato. O meglio, così è stato fino a qualche giorno fa. Poi, come detto, a Genova qualcosa è cambiato. E quando ieri è arrivata la telefonata di Aldo Spinelli, il matrimonio si è rotto all’istante.

E ORA? Il Livorno era in difficoltà, la scossa lascia perplessi per modalità e soprattutto tempi. Ognuno può avere la sua idea sulla vicenda, idea che sarà inesorabilmente spazzata via dal campo e dai risultati. Come si dice a Livorno: o bene bene, o male male...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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