Gioco
E ora Protti riflette sul futuro
Oggi è attesa la sua decisione: Igor era legato allo staff allontanato
LIVORNO. Tutti giù dal treno. All’improvviso. Qualcuno scaraventato fuori, altri scesi senza neanche aspettare la prossima stazione. E Igor Protti?
L’argomento è delicato, molto delicato. Innanzitutto perché riteniamo Igor Protti un valore aggiunto per il Livorno, non solo il simbolo della nostra storia recente ma anche un dirigente di importanza vitale per il bene della squadra. Ieri c’è stato l’esonero di Sottil, l’accantonamento di Facci (che Spinelli vorrebbe mandare a fare l’osservatore) e le dimissioni di Pecini, ma nessuna comunicazione nei confronti di Igor Protti che dunque (per ora) resta il club manager del Livorno.
Ma la situazione non è semplice. Protti si era molto legato con Pecini e Facci, era coinvolto nel progetto, credeva fermamente in questa “squadra” dirigenziale. E adesso ha perso tutti i suoi compagni di viaggio, compreso quel Sottil col quale i rapporti erano senza dubbio buoni, con stima reciproca.
Storia diversa con Elio Signorelli. I due si sono sfiorati qualche anno fa ma il loro feeling è tutto da verificare.
Oggi Igor dovrebbe decidere . A rigor di logica dovremmo scrivere qualcosa del tipo “speriamo che Igor decida di restare per il bene del Livorno”. Ma sarebbe ingiusto. Sarebbe come mettere Igor con le spalle al muro, come se eventuali dimissioni equivalessero a fare il male del Livorno. E non è così. Igor vuole e vorrà sempre il bene del Livorno. A prescindere da ciò che deciderà. (al.ber.)
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