Il Tirreno

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Livorno a terra, lo salva il Siena

di ALESSANDRO BERNINI
Livorno a terra, lo salva il Siena

Crollo sul campo del Pro Piacenza ma anche i bianconeri vanno ko: martedì il super-scontro

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Come trasformare il Pro Piacenza in una squadra da quarti di finale di Champions League. Ve lo spiega il Livorno, autore di una partita disastrosa, spenta, senza un briciolo di carica agonistica. E buon per noi che anche il Siena si è impantanato a Monza, anche se questo risultato a nostro parere aumenta ancora di più i rimpianti perché sarebbe stata l'occasione d'oro per firmare il sorpasso. E invece ora andiamo a giocarci martedì lo scontro diretto ancora sotto di un punto, seppur con una partita in più da giocare.

Quello che più ci ha impressionato (in negativo) è l'atteggiamento molle col quale il Livorno ha affrontato la partita. E non può essere una questione tattica o di uomini, anche se le assenze di Franco e Valiani (ko per un pestone al piede in extremis) sono state senza dubbio pesanti. Sono bastati davvero 10 minuti per vedere che lo spirito da battaglia ammirato sette giorni prima a Gorgonzola si era dissolto, evaporato. Come se in campo fosse andata una squadra neanche parente. Evidenti le colpe dei giocatori che dovevano avere ben altro approccio alla partita, evidenti anche quelle di Sottil perché comunque dovrebbe metterci del suo nel caricare in modo adeguato la squadra.

Fatto sta che il Livorno si è fatto scivolare la partita addosso come fosse polvere sulle spalle, ritrovandosi a metà ripresa sotto 3-0. Male un po’ tutti, dai difensori (tanti erroracci, il più evidente di Borghese sul 2-0), ai centrocampisti (solo Bruno si è salvato), agli attaccanti (Montini, Doumbia e Murilo non ne hanno indovinata mezza). Anche la rivoluzione di Sottil all'intervallo non ha sortito grandi effetti: via il 4-3-3, spazio al 4-2-3-1 con dentro Vantaggiato e Maiorino, ma il fuoco e l'illusione è durata 5 minuti, il tempo di vedere un palo di Vantaggiato, non di più.

I gol? Due nel finire di primo tempo, con mezze (o complete) dormite della difesa amaranto. Il primo con la firma di Musetti che si è fatto spazio su Gonnelli e ha messo un destro sul primo palo; il secondo con un errore di Borghese che non è riuscito ad appoggiare una palla quasi innocua a Mazzoni consentendo ad Abate di inserirsi e mettere dentro il suo primo gol stagionale. Fallito un rigore al 7’ (Mazzoni ha deviato la palla sul palo), il Pro Piacenza ha trovato il 3-0 con Barba al 19’ che ha chiuso la partita. Vantaggiato dal dischetto (fallo su Murilo) ha firmato il 3-1 e al 30’ Perez solo davanti al portiere ha sprecato la palla per regalare uno spiraglio di speranza.

Ora ci sono 48 ore per resettare e andarci a giocare la partita dell’anno. Cosa bisogna fare? Semplice: l’esatto contrario di quello visto ieri.



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