Gioco
Il bunker del girone d’andata non esiste più
Almeno un gol subìto in tutte le ultime cinque partite: non si riesce più a proteggere la porta
PISA. C’era una volta un Pisa che, abbassandosi spesso eccessivamente e soffrendo talvolta oltre il dovuto, riusciva comunque a condurre in porto un successo. Quel Pisa è scomparso dopo la vittoria con il Cuneo, non a caso l’ultima ottenuta dai nerazzurri fra le mura amiche. Da allora 5 partite nelle quali il Pisa ha raccolto solo 5 punti, incassando sempre almeno un gol, addirittura 3 in un colpo solo ad Olbia con l’Arzachena. Sicuramente pesano le assenze di Ingrosso e Carillo, solo parzialmente compensate dalla grinta del rispolverato Lisuzzo.
CHI DI CODA FERISCE... Subire un gol al 5’di recupero sicuramente alimenta infiniti rimpianti per un successo che era ormai a portata di mano. Pisa sfortunato? Non dimentichiamo il finale di Olbia ed il gol di Masucci a tempo scaduto. Anche se la dea bendata non ci avesse messo lo zampino, in una direzione e nell’altra, il Pisa non avrebbe meritato più di 4 punti fra la trasferta in Sardegna e l’ultimo match interno con l’Alessandria. Un pareggio strappato a Pontedera con il Prato (anche in questo caso nel finale) e due sconfitte senza appello (con la Lucchese e a Grosseto con il Gavorrano) completano il poco allegro quadro degli ultimi 5 turni.
VECCHI PROBLEMI. Per certi versi il Pisa sembra tornato indietro all’inizio della stagione. Emblematici gli errori di Umberto Eusepi, ripiombato nella crisi da cui era uscito grazie all’arrivo di Pazienza, che poi lo ha escluso all’indomani del match con l’Olbia, ultima partita da titolare impreziosita dall’ultima delle 6 reti all’attivo. Con il ritorno al 4-3-3, in mezzo al campo si è ricomposto il trio centrale De Vitis-Gucher-Di Quinzio, ricco di talento e disposto al sacrificio, ma non sempre nel vivo del gioco. Masucci è tornato ad interpretare il ruolo di attaccante esterno, spesso lontano dall’area. Negro si è seduto per gli interi 90’ in panchina, dove era finito nelle ultime gare di Gautieri. Purtroppo, come già accaduto in passato, il 4-3-3 si è abbassato e ripiegato in un 4-5-1 sotto la pressione degli avversari, concedendosi solo qualche contropiede. La retroguardia si è esaltata respingendo ogni pallone con la grinta di Lisuzzo e del subentrato Mannini, fino al traversone di Barlocco e all’incornata di Marconi, che ha sgretolato il muro nerazzurro.
NUOVE RISORSE. Rispetto al Pisa di Gautieri, Pazienza ha qualche giocatore in più che potrebbe fare la differenza da qui alla fine. Interessanti segnali giungono da Ferrante e Lisi, almeno sotto il profilo del temperamento, dote di cui spesso si è notata la mancanza nella squadra nerazzurra. Due ottime pedine chiamate a trasmettere nuovi stimoli e a non smarrirsi nella negatività generale delle ultime uscite. (m.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
