Gioco
«Orgoglioso dei ragazzi ora inizia una nuova vita»
INVIATO A GORGONZOLA. «Ciao Andrea, come stai?». Ti guarda, sorride, fa un sorriso che la dice lunga. Lo stress sta pian piano scemando, ma Sottil è ancora una corda di violino. Come non capirlo....
INVIATO A GORGONZOLA. «Ciao Andrea, come stai?». Ti guarda, sorride, fa un sorriso che la dice lunga. Lo stress sta pian piano scemando, ma Sottil è ancora una corda di violino. Come non capirlo. «Adesso sto bene. È stata una settimana un po’ tribolata, ma questo penso che tu lo sappia...».
Almeno non è stato “tanto rumore per nulla”. Anzi...
«Guarda, io posso solo ringraziare i ragazzi. Il gesto che hanno fatto nei giorni scorsi nei miei confronti è qualcosa che ti lascia il segno e che non potrò mai dimenticare».
Nel calcio non è così frequente.
«Esatto. Questo mi lusinga e mi fa pensare che forse anch’io ho dato loro qualcosa a livello umano».
Il Livorno ha vinto perché è tornato a combattere. D’accordo?
«Avevamo una voglia di vincere che faceva spavento. In campo i ragazzi non hanno mollato mai neanche su un pallone. La differenza la fa spesso lo spirito con cui si affrontano le partite».
Finalmente siamo tornati a vedere una panchina intera che invade il campo dopo il gol del compagno.
«Bravo. L’ho notato anch’io e penso sia il segnale più bello di questa giornata. Anche se un ringraziamento, se mi concedi, devo farlo anche ai tifosi».
Prego.
«In questi momenti sentire la fiducia della nostra gente è stato vitale. Il gesto di quei tifosi che sono saliti sul pullman per incitarci, per dire di non mollare, per farci capire che loro erano sempre al nostro fianco, ci ha dato una carica in più. E vederli a fine partita orgogliosi di quanti fatto sul campo, è stata una scena bellissima».
Vittoria meritata. L’ingrediente più importante è stato senza dubbio la personalità e la voglia di vincere. Ma è bene non dimenticare anche la tattica e il passaggio al 4-3-3.
«La Giana è squadra solida, che gioca molto raccolta nel suo 4-4-2. Volevamo chiudere le linee di passaggio centrali e ci siamo riusciti».
Un elogio particolare?
«Dico due nomi: Perico e Borghese, ragazzi che avevano giocato benissimo e si sono fatti trovare pronti alla grande».
Certo che lasciar fuori gente come Vantaggiato o Gasbarro non deve essere stato semplice.
«Qualcuno aveva bisogno di rifiatare dopo aver tirato la carretta da inizio stagione. Qui ci sono 25 titolari, e credo che i ragazzi l’abbiano capito».
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