Gioco
Murilo show, il Livorno è tornato
Contro la Giana arriva la prima vittoria del 2018 e prosegue il testa a testa con il Siena
E ora, visti gli effetti, ci aspettiamo martedì le dimissioni di Sottil e giovedì il suo passo indietro. Dai, concedeteci una battuta dopo settimane di sofferenza, di ansia, di fegato rovinato. La gioia torna ad avere i colori amaranto e la speranza profuma di libeccio.
Il Livorno è tornato e non ci sembra proprio un fuoco di paglia. Il Livorno è tornato più quadrato nel suo nuovo modulo (4-3-3), più cinico, più cattivo. Ha ritrovato compattezza al proprio interno, come dimostra quell'invasione di campo di tutta la panchina dopo il primo e dopo il secondo gol. Murilo l'ha buttata dentro, ma quei gol li hanno segnati 25 giocatori. E li ha segnati anche Sottil.
Già, Sottil. Di solito le rivoluzioni di pochi giorni sono sempre quelle più sanguinose, lui ha avuto il coraggio di scelte pure rischiose, perché lasciare in panchina Vantaggiato o Gasbarro nella partita della vita (in cui già devi rinunciare a Luci e Mazzoni, squalificati) era difficile da immaginare. Il tutto puntando per la prima volta sul 4-3-3, con Valiani arretrato sulla linea di centrocampo e Montini prima punta, con Perico terzino destro preferito a Pedrelli. Le scelte tattiche sono state vincenti, ma ci resta la sensazione che comunque certe partite le vinci perché scendi in campo con gli occhi della tigre, perché ti aiuti, perché c'è un obiettivo di squadra da vincere. «È da tanto tempo che non vedevo un Livorno così determinato», ha confidato a fine gara l'allenatore della Giana. Siamo d'accordo con lui.
Il Livorno è tornato a vincere guarda caso nel giorno in cui è tornato a non subire gol. Non succedeva dal 30 dicvembre dello scorso anno, quando vincemmo 2-0 col Prato. Dopo, in un modo o nell’altro, un gollettino lo abbiamo sempre preso. E guarda caso non abbiamo più vinto. Ecco, oltre allo spirito di squadra ritrovato, ci piace puntare l’indice su questo particolare: la difesa. Perché i campionati spesso e volentieri si vincono con gli 1-0, si vincono alzando un muro in difesa, si vincono subendo poco. Ha ragione Perico quando dice «l’importante è che il Livorno non subisca gol, perché prima o poi uno lo facciamo».
Stavolta li ha fatti tutti e due Murilo. Uno nel primo tempo con uno stacco di testa su cross di Franco (male il portiere Sanchez), uno nella ripresa con una fantastica volata sulla fascia conclusa con una sassata sul primo palo. Di contorno ci sono stati 90’ di battaglia nei quali il Livorno ha rischiato poco o niente, cosa che non accadeva da tempo immemorabile. Il passaggio al 4-3-3 ha dato più sostanza in mezzo. Non essere più una squadra tatticamente scontata, può essere il valore aggiunto. Avanti Livorno!
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