Il Tirreno

Livorno

AMARANTO

di Gianni Tacchi

LIVORNO. Promosso sì, ma con la sfida di Gorgonzola che sarà decisiva per capire il futuro e con i dirigenti amaranto che stanno comunque valutando una serie di candidati. Luigi Pagliuca, ormai ex...

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LIVORNO. Promosso sì, ma con la sfida di Gorgonzola che sarà decisiva per capire il futuro e con i dirigenti amaranto che stanno comunque valutando una serie di candidati. Luigi Pagliuca, ormai ex tecnico della Berretti dei record, sabato sarà in panchina con l’obiettivo di scuotere una squadra depressa, ma per il momento si tratta di una decisione tutt’altro che definitiva.

«Adesso abbiamo puntato su di lui - ha detto Aldo Spinelli - ci sono tutti i presupposti per far bene dopo un periodo negativo, ma Pagliuca è alla prima esperienza e vedremo la reazione sul campo. Mi aspetto anche e soprattutto una risposta dalla squadra, visto che l’ultimo mese è stato disastroso sotto ogni punto di vista». «Una catastrofe», dice il presidente senza troppi giri di parole, ammettendo poi i contatti con altri allenatori: «I dirigenti stanno valutando e prenderanno la decisione migliore. Ci stiamo orientando su alcuni nomi, altri invece sono stati messi in giro dai soliti procuratori. Sicuramente mi dispiace molto per come sono andate le cose con Sottil: non mi aspettavo un crollo del genere, non mi aspettavo le dimissioni».

I CANDIDATI. In caso di flop con la Giana, il primo nome è quello di Pasquale Padalino, ex difensore della Fiorentina e nella scorsa stagione sulla panchina del Lecce, società con cui è ancora sotto contratto. «Sì, lo seguiamo», conferma Spinelli. Padalino era stato chiamato dalla società amaranto anche nella scorsa estate, prima di puntare con decisione su Andrea Sottil, e nelle ultime ore ci sono stati nuovi contatti: il tecnico vuole la stessa cifra che gli garantisce il Lecce fino a giugno, oltre a un’opzione per la prossima stagione. «Ma non c’è soltanto lui - continua Spinelli - stiamo valutando anche Lerda e Bergodi, due allenatori che potrebbero rappresentare la soluzione giusta». L’ultima esperienza di Franco Lerda, anche lui ex Lecce, è stata nel 2016 a Vicenza: salvezza in serie B ed esonero all’inizio della stagione successiva. Cristiano Bergodi, pilastro della difesa della Lazio negli anni ’90 e reduce da diverse esperienze da tecnico in Romania, è invece fermo da due anni, da quando crollò in Lega Pro alla guida del Modena.

Le altre opzioni? Si è fatto avanti Giuseppe Galderisi, negli ultimi anni tra Portogallo e Lucca, ma il profilo non convince. C’è l’ipotesi Mario Petrone, ex Ascoli e Catania, e c’è soprattutto la suggestione Marco Amelia, che sogna la panchina amaranto dopo aver preso il patentino da allenatore a Coverciano. «Ho sentito Amelia - commenta Spinelli - è stato un nostro giocatore, un pilastro di un ciclo vincente, ma valuterò tutto insieme ai dirigenti».

DIETRO LA CRISI. Ma cosa si è rotto dopo la sosta? Cos’è cambiato nella testa dei giocatori? Spinelli punta il dito ancora contro alcuni elementi del gruppo, «giocatori che sono troppo tifosi e non riescono a gestire il nervosismo, non riescono a rimanere lucidi in campo». E l’attacco sembra indirizzato a Luca Mazzoni e Andrea Luci, squalificati dopo il ko con il Cuneo: il primo avrebbe offeso un tifoso a fine partita, il secondo è stato invece espulso per un fallo di reazione. «No, non voglio fare nomi, però basta con i giocatori-ultrà. In questo momento serve concentrazione, dobbiamo rialzare subito la testa».

Nella striscia terribile di questo inizio 2018, con 2 punti in 5 partite, hanno influito un blocco a livello psicologico, un modulo in cui il centrocampo è andato spesso in difficoltà e i problemi nel creare occasioni da gol. E poi il mercato, che per il momento non ha dato i frutti sperati dalla società. «Non dovevamo stravolgere la rosa e giustamente non l’abbiamo fatto - chiude il presidente - d’altronde la squadra stava volando e non c’erano problemi. Diamanti? C’erano già troppi marpioni in questo gruppo...».

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