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Addio miss, dopo la F1 anche al Tour: c’era una volta il “bacio da podio”

Giorgio Billeri
Addio miss, dopo la F1 anche al Tour: c’era una volta il “bacio da podio”

Sul podio della Grande Boucle saranno bandite le miss. L'Aso, che organizza la corsa a tappe transalpina (partirà il 7 luglio), starebbe pensando a questa svolta

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I grandi segnali partono dai grandi eventi. Non può essere altrimenti. Più grande è l’esposizione mediatica, più il messaggio impatta, entra in profondità. La Formula 1 ha deciso di chiudere la porta alle “grid girls”, le avvenenti ragazze che si aggiravano con finta noncuranza tra le monoposto disposte sulla griglia. Bene: il Tour de France, altro evento planetario, farà lo stesso. Sul podio della Grande Boucle saranno bandite le miss. L'Aso, che organizza la corsa a tappe transalpina (partirà il 7 luglio), starebbe pensando a questa svolta.

Lo ha rivelato l’inglese “Times”, in genere molto ben informato sulle cose del ciclismo e soprattutto sulla corsa che ha consegnato all’immortalità il più amato dai sudditi su Sua Maestà, ovvero Chris Froome. E l’'ipotesi va nella direzione presa dalla Formula 1, a fine gennaio, di eliminare le grid girls nella stagione che prenderà il via a fine mese. Ma ancor prima della levata di scudi da parte di Liberty Media, nuova proprietaria del Circus, era stato proprio il mondo delle due ruote a precorrere i tempi: la corsa gialla insomma non sarebbe certo la prima corsa che bandisce la presenza delle ragazze alle premiazioni.

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La prima infatti è stata il Tour Down Under, gara australiana che tradizionalmente apre il calendario mondiale: nel gennaio dello scorso anno le miss vennero sostituite da autorità o ragazzi, in genere giovanissimi ciclisti, che consegnano i premi ai corridori.

Il governo dell’Australia del Sud aveva lanciato una campagna contro le discriminazioni sessuali, tanto che l’allora ministro dello sport Bignell aveva detto: «Paghiamo le “grid girls” e allo stesso tempo stanziamo fondi per le giovani che hanno problemi con la loro immagine e il loro corpo. Non è normale». La stessa strada, sempre l’anno scorso, viene seguita in Spagna dalla Challenge Maiorca, d’intesa tra governo dell’isola e organizzatori: «Vogliamo che ci sia parità di genere e dunque evitare immagini in cui la donna sia ridotta alla categoria di oggetto sessuale».

Ancora in Spagna, stessa scelta dal Giro di Catalogna e dal Giro dei Paesi Baschi, gare dalla grande tradizione, inserite pure loro nel massimo circuito mondiale WorldTour.

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Certo, nell’iconografia del ciclismo il bacio delle miss è sempre stato importante. Un gesto che è stato sempre visto come una sorta di risarcimento per fatiche al limite del sopportabile, a duecento chilometri pedalati sotto un sole infuocato o sotto una pioggia gelida, che non offre tregua. Le labbra della ragazza sulla guancia in genere corrispondevano all’espressione un pò imbarazzata dell’atleta, almeno di quelli meno avvezzi a vincere, condannati ad essere portatori d’acqua lontani dalle luci della ribalta. Ma i tempi cambiano, e con essi le sensibilità: il ruolo della bella di rappresentanza, di puro ornamento, sta tramontando per sempre. Restano le irriducibili isole della MotoGp e della boxe, delle “ombrelline” che proteggono i centauri dal sole o delle ragazze in succinti hot pants che fanno il giro del quadrato reggendo il cartellone che indica il round. Magari ci vorrà qualche altro anno per la rivoluzione , magari non avverà mai. Certo è che fa effetto immaginare il podio di Parigi senza le bellissime ragazze di giallo vestite.
 

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