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Livorno

Livorno in mimetica Ecco le soluzioni che ha studiato Sottil

di Alessandro Bernini
Livorno in mimetica Ecco le soluzioni che ha studiato Sottil

Centrocampo più folto e anche l’ipotesi della difesa a 3 Il 4-2-3-1 per ora accantonato, aspettando Maiorino

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LIVORNO. Si può diventare imprevedibili senza far crollare le proprie certezze? Sì può, si deve. E questo non significa abdicare le proprie idee, ma solo rendere più strutturata la propria creatura. Che in questo caso si chiama Livorno.

Sottil è allenatore giovane e preparato, ama il 4-2-3-1 e ne ha tutte le ragioni di questo mondo viste le gioie che questo modulo ci ha dato per tutto il girone di andata. Adesso anche lui ha capito che bisogna diventare un po’ più camaleontici, pronti magari a cambiare in corsa, per far perdere punti di riferimento agli avversari. E ci sta lavorando.

Già sabato contro il Cuneo ci saranno delle novità. Negli ultimi 10 giorni (ma va detto che ci aveva lavorato anche prima) il tecnico ha provato alcune varianti nel modulo, compresa quella difesa a tre che ha fatto la storia recente del Livorno. In questa ottica si può leggere il “ripescaggio” di Borghese e di Giandonato, il primo a suo agio come centrale nella difesa a tre e il secondo con maggiori possibilità di trovare posto in un centrocampo folto.

Al di là dei numeri, comunque, è chiara la volontà di dare un po’ più sostanza al centrocampo. Dove può giocare appunto Giandonato, può essere abbassato Valiani (ipotesi più probabile), può essere inserito Kabashi, possono salire sia Franco che Pedrelli se giochiamo con tre centrali.

Novità anche in attacco dove nelle ultime settimane Vantaggiato è apparso un po’ troppo isolato. L’opzione numero uno è quella di affiancargli Manconi (o Montini), oppure passare a un 4-3-3 (o se volete 4-3-2-1, con due esterni non troppo lontani da lui).

Molto dipende anche dalle condizioni di Maiorino. Che ieri si è allenato col gruppo, sarà convocato, ma ci sembra prematuro ipotizzare che possa giocare dall’inizio. Senza Maiorino è chiaro che qualcosa perdiamo a livello di imprevedibilità, perché è l’unico trequartista puro nella rosa del Livorno. Le alternative sono Kabashi (più centrocampista) e Murilo (più punta), mentre Manconi ci è parso un po’ spaesato in quella posizione.

Sia chiaro, tutto questo non vuol dire che adesso il 4-2-3-1 va in soffitta. Anzi, lo reputiamo un modulo che si adatta benissimo al Livorno. Ma bisogna che ci sia Maiorino, che ci sia Pedrelli e che la squadra sia in una condizione atletica al top, mentre ultimamente là davanti qualcuno ci pareva in sofferenza.

Il fatto di poter mimetizzare le proprie idee tattiche, rende il Livorno ancora più forte. Proprio perché imprevedibile. Questo non cambia il fatto che Sottil (giustamente) imposti le partite sul suo Livorno e non sugli avversari.

Poi è chiaro che numeri, moduli e posizioni incidono fino a un certo punto. Il resto (la gran parte) la fanno personalità, carattere, cuore e voglia di vincere. Tutti ingredienti che il Livorno ha già dimostrato di possedere. E che adesso andranno tirati fuori in dosi massicce.



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