Gioco
L’uomo dei record non si ferma Ora è nella storia del rowing
LIVORNO. Ancora un altro record, ancora grandi emozioni tinte d'amaranto, ancora Livorno sul tetto del mondo. Ancora Mauro Martelli. Ce l'ha fatta di nuovo, il canottiere livornese che ha vinto il...
LIVORNO. Ancora un altro record, ancora grandi emozioni tinte d'amaranto, ancora Livorno sul tetto del mondo. Ancora Mauro Martelli. Ce l'ha fatta di nuovo, il canottiere livornese che ha vinto il cancro nel 2012 e che continua a stupire tutti, ma non se stesso. Ce l'ha fatta nonostante le difficoltà, l'età che avanza e un tempo veramente difficile da battere, perché stavolta i francesi erano scesi veramente di tanti secondi e l'impresa sembra impossibile. Impossibile per gli altri, ma non per lui che nella vita è un lottatore e che quando sale sul remergometro sprigiona tutta la sua voglia di combattere. «È una soddisfazione immensa – ha detto – aver stabilito questo nuovo record sui 100 chilometri di indoor rowing, nella categoria pesi leggeri misti. I francesi erano scesi a 5 ore, 7 minuti e 49 secondi e per batterli ci siamo allenati tantissimo».
E com'è andata?
«È andata che abbiamo chiuso in 4 ore, 56 minuti e 57 secondi».
Com vi siete preparati?
«Negli ultimi mesi ci siamo allenati tantissimo. Io da quest'estate ho fatto 9 sedute di allenamento alla settimana. Non mi sono mai fermato, neanche a Natale o a Capodanno. E il lavoro paga sempre».
A metà gara, comunque, eravate già avanti.
«Sì, dopo 50 chilometri avevamo 850 metri di vantaggio, ma è proprio per quello che non abbiamo mollato. Ci eravamo imposti di finire entro le 5 ore e ce l'abbiamo fatta. È stata durissima, ma alla fine abbiamo portato a casa il record mondiale».
Cosa le rimarrà di questa esperienza?
«Il clima che si era creato. Durante le quasi 5 ore di gara, ci siamo sempre sostenuti a vicenda. In squadra eravamo io, Laura Ghioldi, Isabella Rossi, Edoardo Margheri, Chiara Sacco, Francesco Procaccianti, Andrea Carbone e Piermatteo Bresciano che ha sostituito l'infortunato Antonello Cantera. E poi il record è servito per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla ricerca sul cancro e l'evento è stato organizzato da Sportlandia, proprio in favore dell'Airc».
A chi dedica questa vittoria?
«A Giancarlo Spinelli. Lo conoscevo bene ed è stata una colonna portante della mia vita. Se n'è andato pochi giorni fa e ci tenevo a ricordarlo con un'impresa sul remergometro. È stato così».
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