Il Tirreno

Livorno

IL PRESIDENTE GABRIELE GRAVINA 

«Non volevo vedere uno 0-3 a tavolino»

LIVORNO. Ieri sera il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina ha rilasciato una intervista a TuttoC.com che riportiamo.Si è arrivati al rinvio di Arezzo-Livorno, ma il problema non è risolto. Non...

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LIVORNO. Ieri sera il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina ha rilasciato una intervista a TuttoC.com che riportiamo.

Si è arrivati al rinvio di Arezzo-Livorno, ma il problema non è risolto. Non c'è la sensazione che sia solo una soluzione tampone?

«No, affatto, quella adottata è una soluzione responsabile, io non potevo permettere che l'Arezzo giocasse una partita e poi non giocasse più: vi immaginate il caos che si sarebbe creato a prescindere dal risultato? Io ho chiesto che vengano date tutte le garanzie possibili affinchè l'Arezzo finisca il campionato, vedremo quali saranno le risposte di qui a una settimana: non si possono fare le cose a metà. O tutto o niente».

C'è il rischio di correre un altro caso Modena?

«Io non escludo niente. Ad Arezzo c'è uno stato di agitazione che dura ormai da alcuni mesi, e la Lega in tal senso si è mossa come si è mossa per altre realtà: se l'agitazione non rientra, e questa dà problematiche di ordine pubblico, io mi assumo le mie responsabilità, sia per quello sia per mantenere neutra la competizione. Il rinvio questa volta era la soluzione più idonea, il diritto allo sciopero è sacrosanto ma non mi andava di vedere uno 0-3 a tavolino, quindi è stato giusto concedere una possibilità all'Arezzo: se poi viene deciso di non giocare neppure le altre gare, arriveranno i provvedimenti del giudice sportivo, al di la del rinvio. E, come sapete, dopo quattro gare, il club è escluso: quindi si ripeterebbe un caso Modena».

C'è stato un dilagare, quest'anno più che mai, di situazioni problematiche. Come si spiega tutto ciò?

«Si è alzata l'asticella della qualità quest'anno, ed era ovvio che venissero al pettine una serie di nodi vecchi di anni, che ora sono esplosi. Il calcio ormai è fatto da una certa tensione finanziaria, si deve avere una nuova visione di sostenibilità, degli anticorpi dentro il nuovo modello calcio, perchè altrimenti questo rischia di essere solo la punta dell'iceberg di ulteriori e ancora più gravi criticità».

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