Il Tirreno

Livorno

Appena 14 anni, 1,84 di classe E l’Italvolley la chiama subito

di Eva Bertolacci
Appena 14 anni, 1,84 di classe E l’Italvolley la chiama subito

LIVORNO. L’unica pallavolista toscana a essere convocata al Centro Pavesi per la nazionale giovanile di Marco Mencarelli. Gaia Biondi, quindici anni fra un mese, si è già fatta notare dai vertici...

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LIVORNO. L’unica pallavolista toscana a essere convocata al Centro Pavesi per la nazionale giovanile di Marco Mencarelli. Gaia Biondi, quindici anni fra un mese, si è già fatta notare dai vertici federali del volley. Una bella soddisfazione per lei e per la sua società di appartenenza. La centrale in forza all’Under 16 del Volley Livorno non era alla sua prima chiamata in azzurro: «Non era la prima volta che mi chiamavano, ma a dicembre purtroppo ho dovuto saltare la convocazione per va di un infortunio al ginocchio. Questa di febbraio è stata una bella esperienza, sono molto soddisfatta. All’inizio non mi aspettavo neanche che mi chiamassero».

Del resto quando sei alta un metro e ottantaquattro è difficile non notarti, ma la pallavolo è stata per lei una specie di “cura” per la timidezza: «Da piccola facevo nuoto e atletica, poi i miei genitori mi portarono a giocare a pallavolo perché ero molto timida e riservata e facendo uno sport di squadra potevo legare con le mie compagne e vincere questi aspetti del mio carattere».

Timidezza che lascia sempre in panchina quando c’è da scendere in campo e murare gli attacchi avversari, parola del suo tecnico Stefano Orti: «ll suo vero e proprio punto di forza non è qualcosa in particolare ma la sua completezza a tutto tondo. Ha ancora margini di crescita anche a livello fisico, specialmente sul salto. Sta imparando tutti gli attacchi necessari per primeggiare nel ruolo da centrale, ha un buon servizio e un buon muro. Gaia è una giocatrice molto riflessiva e, almeno all'apparenza molto calma e tranquilla, sia in campo che fuori. Il suo unico difetto attualmente è che è poco comunicativa, ma anche da questo punto di vista è migliorata negli ultimi tempi. Si sta evolvendo anche su questo fronte e sta avendo sempre più peso come leader anche all'interno della squadra».

La strada per diventare una giocatrice completa è ancora lunga, ma Gaia il suo cammino l’ha già intrapreso: «Frequento il Cecioni e non ho una materia in particolare che mi affascina. Mi piace studiare un po’ di tutto. Non so ancora cosa farò da grande, se frequenterò l’università, sicuramente nel mio futuro c’è la pallavolo, una passione a cui non voglio rinunciare».

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