Gioco
Tracollo Libertas In casa di Milano prende 30 schiaffi
Per la band di Pardini arriva la sconfitta numero 22 Gialloblù mai in partita, l’unica chance è un miracolo
MILANO. Un vecchio proverbio della tradizione livornese dice: “Ora sì che è un lavorone…”, per rimarcare una situazione complessa e di difficile soluzione. Un modo colorito per ribadire che la strada che porta alla salvezza, per la Libertas, è ripida quanto il kamikaze all’Aquafan di Riccione: a otto giornate dalla fine (serie B, girone A) solo un miracolo eviterebbe a coach Pardini di ruzzolare direttamente in Serie C e giocarsi il tutto per tutto ai playout.
Tradotto in cifre, in questi 8 turni di tenue speranza la Libertas dovrebbe vincere una partita in più di Moncalieri (quindi 4), oppure portarsi a pari punti e ribaltare la differenza canestri del match di andata (-12) nello scontro diretto in programma il 25 marzo a Livorno. Un’impresa titanica che, visto l’umore dentro e fuori dal campo, sembra alquanto impossibile. Anche perché i segnali giunti dal Pala Iseo di Milano narrano di una Libertas mai in partita, uscita dal campo tumefatta per la 22esima volta consecutiva con addirittura 103 punti incassati.
LA CRONACA. Fatta eccezione per le prime tre, quattro azioni, la Super Flavor di coach Villa ha condotto in totale serenità la sfida, mettendo subito con le spalle al muro il quintetto gialloblù. E purtroppo, rispetto alle precedenti uscite, la Libertas non ha dato nessun cenno di vita accusando 13 punti di svantaggio al primo intervallo (32-19). Da questo momento in poi va in scena una lenta e dolorosa agonia, nella quale Laudoni (mvp con 30 punti, 6/9 da 2 e 5/8 da 3) e Paleari (20, figlio dell’ex Libertas Roberto) sguazzano a suon di triple e giocate d’alta scuola, mentre in casa labronica i soli Giorgi e Soloperto provano ad attutire le continue scariche di cazzotti griffate Super Flavor.
Nella ripresa il copione non cambia, anzi peggiora: Chiacig (1/9 dal campo e 8 rimbalzi) soffre da matti il ritmo frenetico di un roster che gioca a memoria, spensierato al punto di coinvolgere anche chi, fino ad oggi, il parquet lo aveva visto con il cannocchiale. Giampaoli, Bastoni e Mastrangelo svuotano l’armadio dell’orgoglio limitando un po’ di anni, ma l’unica verità è che per la Libertas, adesso, si mette malissimo.
Domenica al PalaMacchia arriva Piombino, poi il calendario mette in scodella la trasferta di Firenze e a quel punto alla dead-line mancheranno 6 partite. Ora sì, miracoli a parte, che è un lavorone.
GIORGI AL TOP. L’unica buona notizia emersa dalla trasferta lombarda è la prestazione di Gianluca Giorgi, uno che nel girone di andata si è fatto un mazzo tanto e che sotto Natale si è visto scavalcare nelle rotazioni da Chiacig e Soloperto in attesa della sospensione (passeggera) a causa del famoso file audio in cui coach Pardini annunciava le dimissioni alla squadra, successivamente rigettate. La società, pare dopo le scuse dello stesso giocatore, ha deciso di reintegrarlo con Empoli e lui, da professionista qual è, ha risposto con energia tanto da essere il migliore fra i livornesi a Milano con 18 punti (4/7 da 2 e 2/4 da 3). Giù il cappello, per serietà e tenacia.
SBANDATI IN SUBBUGLIO. Al giorno d’oggi gli striscioni vanno sempre meno di moda e ci si affida alla giungla dei social network, anche per quel che riguarda le contestazioni. Non a caso le vignette di protesta nei confronti della società sulla pagina Facebook della tifoseria organizzata sono diventate un appuntamento (quasi) fisso.
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