Gioco
Maritato, c’eravamo tanto amati...
L’addio a sorpresa in estate, poi il flop a Modena e ora Pontedera
LIVORNO. «Le nostre proposte nei confronti di Spinelli sono state anzitutto partire dal confermare il gruppo dello scorso anno, la fiducia di figure importanti come Protti, Mazzoni, Luci, Maritato, e chi altro ha dimostrato attaccamento alla maglia». Così recitava un comunicato firmato curva Nord del 29 giugno. Non capita spesso, anzi è rarissimo, che gli ultrà facciano il nome di un giocatore perché la storia ci ha insegnato che i calciatori passano e soltanto la maglia resta.
Ma quando i tifosi vedono passione, attaccamento e amore verso l'amaranto, tra il calciatore in questione e la piazza si crea un legame inscindibile. In quel comunicato, la curva si espose e fece il nome di Protti (e fin qui niente di particolare), di due come leader come Luci e Mazzoni (e anche in questo caso, niente da ridire) e di Piergiuseppe Maritato. L'attaccante campano, infatti, si era ritagliato un posto nell'olimpo dei privilegiati grazie a una stagione superlativa. Gol di tacco, di testa, su azione e una quantità infinita di minuti giocati. Sempre con grande intensità e temperamento. Insomma, uno di quelli che a Livorno non può passare inosservato.
Con gli infortuni di Vantaggiato e Cellini, tra l'altro, quasi tutto il peso del reparto offensivo era sulle sue spalle e fino all'ultimo ha lottato per raggiungere il sogno chiamato serie B. Tutto sembrava andare per il meglio, e il suo contratto sarebbe durato un altro anno. E invece... «Il mondo del calcio è imprevedibile – scrisse Maritato sul suo profilo Facebook per salutare i tifosi – e i matrimoni si fanno in due. In questo momento della mia carriera, non mi sarei potuto permettere di non vivere da protagonista un'annata che spero possa riportare una piazza come Livorno, in una categoria quanto meno più consona alla sua meravigliosa storia. Ho dato tutto me stesso dal primo all'ultimo giorno e spero di aver lasciato un ricordo positivo. La città e la sua gente resterà per sempre nel mio cuore».
Un modo gentile per dire «voglio giocare, non fare la riserva».
E così l'ex attaccante del Vicenza partì in direzione Modena. Mai scelta fu più sbagliata. La società gialloblù, infatti, è fallita dopo un paio di mesi e Piergiuseppe – ironia del destino – è rimasto fermo per diverso tempo, che è proprio il motivo per cui scelse di lasciare Livorno.
A gennaio perciò si è trasferito di nuovo, stavolta a Pontedera, per diventare finalmente il punto di riferimento del reparto offensivo granata. Di certo, per lui non sarà una partita come le altre.
Nicolò Cecioni
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