Il Tirreno

Livorno

Addio calcio, meglio il footgolf E un sogno chiamato Mondiale

di Dario Serpan
Addio calcio, meglio il footgolf E un sogno chiamato Mondiale

LIVORNO. Il sogno da realizzare nel 2018 si chiama Mondiale di footgolf, quello che si disputerà dal 9 al 16 dicembre in Marocco, precisamente a Marrakesh. Un tempo città imperiale, oggi centro...

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LIVORNO. Il sogno da realizzare nel 2018 si chiama Mondiale di footgolf, quello che si disputerà dal 9 al 16 dicembre in Marocco, precisamente a Marrakesh. Un tempo città imperiale, oggi centro economico ricco di moschee, palazzi, giardini e pure un campo per quella strana disciplina che fonde l’eleganza del golf con la popolarità del calcio. Qui si va in buca senza una mazza, ma con la forza e la precisione delle proprie gambe e un pallone da calcio classico. Luca Romanacci, livornese classe 1977, è un adepto della prima ora e quest’anno punta dritto alla kermesse iridata. Se tutto andrà bene, ci andrà in coppia con il cecinese Gianluca Fiori; per ottenere il pass per il Marocco bisognerà qualificarsi tra le migliori coppie a livello nazionale nel corso del campionato italiano a marzo.

Ma intanto la stagione è già decollata sul fronte regionale e Luca ci dà sotto sia come giocatore individuale, sia in coppia, che in squadra. Perché lui è capitano del Footgolf Livorno, formazione con cui parteciperà alle competizioni interregionali e regionali; in più è tra i fondatori e anima del Footgolf Shangai.

Ma come è nata questa passione per il footgolf?

«Io vengo dal calcio – racconta lui stesso -, ero un attaccante e ho giocato in Categoria per anni. Dopo aver smesso, nel 2013 provai a disputare un torneo di footgolf a Tirrenia, tra l’altro uno dei primi organizzati in Italia, e mi innamorai immediatamente. Da lì non ho più smesso».

E quali traguardi hai raggiunto finora?

«La Coppa Toscana a coppie vinta nel 2017, anno in cui è arrivato anche il secondo posto nel campionato regionale, mentre quest’anno ho vinto la Winter Cup a Quarrata; con il Footgolf Livorno, invece, abbiamo vinto il campionato interregionale l’anno scorso, in cui siamo arrivati secondi alle finali nazionali».

Che cosa ti piace di questo sport?

«Il contatto con persone che vengono da tutta Italia e il fatto che il footgolf non sia avvelenato dall’agonismo più sfrenato che caratterizza altri sport; qui si vive in totale armonia e si gioca in contesti naturali bellissimi».

Quanto chance ti dai di andare al Mondiale?

«Non è semplice, perché la concorrenza è alta, ma io e Gianluca abbiamo buone possibilità di farcela perché siamo complementari e, soprattutto, siamo agguerriti. Noi ci crediamo».

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