Gioco
«Troppe cattiverie su di me ma adesso l’incubo è finito»
La verità di Murilo, l’uomo decisivo a Pistoia: «Non è vero che faccio confusione se stavo male qui ero già tornato in Brasile. Squalifica? Non sapevo della diffida»
LIVORNO. «A febbraio, Murilo tornerà quello di prima. La fine del mercato sarà la sua medicina». Ci sono frasi che non si dicono per dire, ma che hanno un valore enorme durante una stagione. Questa, pronunciata da Andrea Sottil lo scorso 21 gennaio, si è rivelata profetica.
Pensate al Murilo di Livorno-Piacenza, quello che è voluto andare a calciare a tutti i costi quel maledetto rigore, poi parato da Fumagalli, e che è uscito dal campo mandando platealmente a quel paese i tifosi che lo fischiavano sugli spalti. Adesso che avete in mente quell'immagine, cancellatela subito. E pensate al giocatore che domenica a Pistoia ha tirato fuori le castagne dal fuoco, come non accadeva da tempo, ma come ci aveva abituato a fare a inizio campionato. Proprio come a Pontedera (la nostra prossima avversaria) quando uscì dalla panchina e dal cilindro tirò fuori una tripletta pazzesca che ribaltò il risultato. Anche al Melani il brasiliano è entrato a partita in corso, ma ha messo un sigillo fondamentale sul match. E probabilmente anche sulla stagione, perché immaginate cosa sarebbe successo (soprattutto da altre parti) se gli amaranto fossero tornati a casa con il secondo ko consecutivo. Invece a Pistoia la panchina è tornata a essere determinante per il Livorno e gran parte del merito è proprio di Murilo Mendes. Con un siluro al volo di collo destro ha salvato la squadra dal burrone, restituendo entusiasmo e ottimismo in ottica futura. «Dopo il rigore col Piacenza – racconta il brasiliano – sono uscite tante cose false sul mio conto. Si è detto che sono un giocatore che fa confusione. Ma non è così. Io al Livorno ci tengo tantissimo, voglio continuare a essere protagonista e voglio stare qui. Se non avessi creduto in questo progetto, sarei già tornato in Brasile da tempo. Se sto in un posto, ci sto con tutto me stesso, non ce la farei a fare le cose con la testa a metà».
Musica per le orecchie di tutti i tifosi, che adesso possono tornare a far affidamento su un giocatore che ultimamente era stato un po' troppo sottotono, ma che a Pistoia è tornato su standard elevatissimi. «In realtà anche con l'Alessandria non penso di aver avuto un approccio negativo sul match. Comunque questo gol rappresenta la fine di un momento difficile, ho ritrovato la felicità dopo tanto tempo. Sono contento soprattutto per la squadra, perché eravamo sotto e stavamo spingendo, ma la palla non voleva entrare e c'era il rischio di subire le ripartenze. Purtroppo non siamo riusciti a vincere, ma non era facile perché la Pistoiese ha giocato un'ottima partita. Ormai tutte le avversarie quando ci incontrano danno sempre il massimo perché siamo la capolista. Per questo dobbiamo dare di più per non perdere altri punti».
Purtroppo, però, domenica prossima Murilo non potrà dare proprio niente e tornerà in campo solamente dopo la sosta, il 26 febbraio, ad Arezzo. Era in diffida e la sua esultanza dopo il gol gli è costata la squalifica. Cosa che ha fatto innervosire parecchio anche Sottil. «Ho tolto la maglia in un momento di gioia per esternare tutta la mia felicità dopo un lungo periodo di astinenza. Lì per lì non ricordavo di essere in diffida, non ci ho pensato. Mi dispiace tantissimo perché salterò una partita. Chiedo scusa a tutti, d'ora in poi starò più attento».
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