Gioco
Igor, sguardo fiero lassù «Zero paura, non si molla»
Tutta la carica di Protti: «Nessun calo, dominate anche le ultime due partite Mica dobbiamo vincere con 20 punti, ne basta 1 e noi ne abbiamo già 6...»
LIVORNO. Rassicurante. Ecco la parola giusta quando ascolti Igor Protti: rassicurante. Lui è come i papà che sanno tirar fuori i concetti giusti nel momento del bisogno, quando lo schiaffone o troppe carezze non ti fanno bene e hai solo bisogno di consolidare le tue certezze.
A TESTA ALTA. Sguardo fiero quello di Igor. «Sono carico, fiducioso, ottimista. È lo stesso entusiasmo col quale i ragazzi lavorano dal primo giorno, e non può certo essere una sconfitta a minare le nostre certezze. Dentro di noi c’è la consapevolezza di essere una squadra forte ma soprattutto abbiamo l’equilibrio giusto: la nostra consapevolezza non sfocia mai in presunzione e questo è un grande merito».
QUEL MENO 6. C’è una premessa che Igor vuol fare. «Non mi piace sentir parlare di vantaggio sceso da 12 a 6 punti. Non è così. Il Siena non è mai stato a meno 12 perché aveva una gara da recuperare che poi ha vinto, quindi è stato al massimo a meno 9. In realtà ci ha rosicchiato solo 3 punti, tra l’altro in due partite per noi estremamente difficili come il derby a Lucca e l’Alessandria. E poi, parliamoci chiaro: io non voglio mica vincere il campionato di 20 punti, a me basta arrivare alla 36a giornata con 1 punto di vantaggio. Quindi ora ne abbiamo 5 in più di quanti ne bastano. Senza dimenticare lo scontro diretto».
MA QUALE CRISI. Cross in area, stacco di testa e altro gol all’incrocio di Igor Protti. «A Livorno cosa siamo abituati dire? Che ci piacciono le squadre che lottano, la gente che esce dal campo con la maglia impregnata di sudore, i giocatori che non tirano mai indietro la gamba. Che sensazione vi dà questo gruppo? Vi sembra che qualcuno abbia mollato? La verità è che siamo stati 80 minuti all’attacco sia contro la Lucchese che contro l’Alessandria, sputando sangue, cercando il gol fino all’ultimo secondo mentre gli altri si chiudevano. Sarei stato preoccupato se la squadra avesse subito il gioco degli avversari o se non ci fosse stata reazione dopo aver incassato il gol. Invece io ho visto lo stesso Livorno di tutto il girone di andata, con l’unica differenza che non abbiamo concretizzato negli ultimi metri. I tifosi non devono aver paura, non siamo ciechi, sappiamo dove possiamo crescere ancora e ci stiamo lavorando».
IL CORO DELLA NORD. Già i tifosi. «Domenica a fine partita i ragazzi della Nord ci hanno lanciato un segnale che ha colpito i giocatori. Ci hanno chiamato sotto la Curva, per farci capire che non è successo niente e che loro sono al nostro fianco. Anche dalla gradinata ci sono arrivati gli applausi. Con questo atteggiamento possiamo andare molto lontano e io ringrazio pubblicamente tutti quelli che con un applauso o un coro ci hanno fatto sentire il loro affetto».
Nel cuore c’è anche una speranza. «Mi piacerebbe che chi ancora non si è riavvicinato al Livorno, tornasse per vedere la passione e la voglia di vincere che questi giocatori mettono in campo. Dobbiamo lottare tutti insieme fino all’ultima giornata, noi abbiamo 5000 compagni di viaggio che non ci lasciano mai ma sarebbe bello vederne anche di nuovi».
LA REAZIONE. Ora c’è la trasferta di Pistoia e Protti ti trasmette una carica pazzesca. «Dopo la prima sconfitta (e Igor non pronuncia il nome Pisa, ndr) abbiamo avuto una grande reazione mettendo in fila una lunga striscia positiva. Sono convinto che sarà di nuovo così. E poi non dimentichiamoci che abbiamo perso dalle due squadre (e Igor non pronuncia di nuovo il nome Pisa... ndr) che tutti davano come nette favorite per la vittoria finale. Vero o no? Mentre il Livorno non era neanche considerato. Mi pare che queste squadre adesso siano dietro e che il Livorno abbia sorpreso tutti a suon di gioco e risultati. L’ho detto e lo ripeto: io non voglio vincere il campionato con 20 punti, chi lo pensa è fuori strada: qui si sta sul pezzo ogni giorno per conquistare un grande risultato, storico. Un risultato per il quale basta arrivare all’ultima giornata con 1 punto sulla seconda. E noi adesso ne abbiamo 6». Parola di Protti. Andate in pace.
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