Il Tirreno

Livorno

Chiara, la cameriera fighter che sogna un tatami mondiale - Video

di Eva Bertolacci
Chiara, la cameriera fighter che sogna un tatami mondiale - Video

Livorno, Chiara Penco, 22 anni, occhi azzurri e capelli biondi, combatterà in Sudafrica per il titolo iridato di arti marziali miste

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LIVORNO. Gentile cameriera la mattina, spietata fighter il pomeriggio. Questa descrizione, in poche parole, potrebbe riassumere la vita di Chiara Penco, ma la ventiduenne livornese è molto di più di questo e tra un mese e mezzo avrà l’occasione di dimostrarlo al mondo intero. Il 10 marzo Chiara infatti volerà a Johannesburg dove contenderà alla sudafricana Danella Eliasov il titolo mondiale MMA, arti marziali miste, categoria Strawweight.

Uno sport non certo adatto a una “signorina” secondo il vecchio pensare comune, ma Chiara di comune ha poco o niente. «Da piccola - racconta - giocavo a pallavolo, ma lo sport di squadra non mi piaceva, sicché un po’ per curiosità, un po’ spinta dai miei amici che lo praticavano mi avvicinai al mondo delle arti marziali miste: l’inizio è stato difficile ma mi sono ambientata presto. Ho cominciato a praticare questo sport cinque anni fa e da due mi alleno alla Rendoki, seguita dal maestro Massimo Rizzoli».

Ma che cos’è che le piace di questo sport? Cos’è che ha attratto la giovane livornese? «Ogni volta che combatti è sempre diversa da quella precedente - dice - impari qualcosa di nuovo ogni giorno, è una sfida continua. Non ti annoi mai e tocchi con mano i miglioramenti. Ti rende più sicuro di te. Non è vero che i fighter sono tutte persone fuori di testa, come spesso si è portati a credere, per la maggior parte sono persone tranquillissime, che affrontano la vita e i problemi con massima serenità. Proprio quello che ti insegna uno sport capace come pochi di renderti felice. Una volta imparato non puoi farne a meno».

La bravura di Chiara l’ha portata a disputare i primi incontri da professionista: nel maggio scorso al Golden Cage di Milano ha affrontato e battuto la francese Judith Levi, mentre a luglio a Montecatini ha superato la portoghese Diana Tavares. Due incontri resi possibili dall’agenzia Superbia Management con cui Chiara Penco è sotto contratto per due anni e mezzo e che le ha trovato l’ingaggio per volare in Sudafrica a contendersi il titolo mondiale. Nell’emisfero australe Chiara porterà anche il suo soprannome, Beasty Barbie. «Mi hanno sempre chiamato Barbie per il mio aspetto fisico - spiega - Però hanno sempre detto che dentro sono una bestia… Fuori ci tengo all’eleganza, mi piace curare il mio aspetto fisico, dentro però ho questa parte primitiva che esplode e che mi permette di affrontare l’avversario quando salgo sul tatami». Lunghi capelli biondi, occhi azzurri, modi gentili, una vera Barbie insomma: più facile immaginarla su una passarella di un concorso di bellezza... Invece lei la mattina e a pranzo la troviamo a servire i tavoli del “Kasita”, il ristorante di via delle Cateratte dove lavora, e poche ore più tardi eccola là sul tatami a destreggiarsi fra calci, pugni e prese: tutte tecniche per le quali Chiara si allena dalle tre alle quattro ore ogni giorno alla Rendoki, dal pomeriggio alla sera.

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Quando infila i pantaloncini che le scoprono il tatuaggio sulla gamba raffigurante i suoi primi guantoni Chiara-barbie cambia completamente. E viene fuori tutta la sua grinta. Ma non è solo contro le avversarie che deve combattere Chiara Penco, visti i pregiudizi che aleggiano intorno a questo sport, davvero poco femminile a detta di quasi tutti. «Non è stato facile convincere la mia famiglia che volevo proseguire su questa strada - sottolinea l’atleta - Più che altro per la paura che provano i miei quando assistono ai combattimenti che faccio. È una cosa normale, ma posso garantire che l’ansia ce l’ha più chi guarda gli incontri, non chi li fa. Quando affronto l’avversario chiaramente anch’io ho paura di farmi male, ma è proprio questa paura che ti fa scattare quel qualcosa dentro che ti permette di combattere e dare il meglio. Io ci sto mettendo tutto il mio cuore, il mio impegno e questa cosa i miei l’hanno capita: mi hanno detto che se è quello che mi rende felice devo continuare a farlo, anche se loro non smetteranno mai di preoccuparsi per me. La crescita di questo sport nel panorama femminile è lenta anche per via di questi pregiudizi, tutti pensano che sia un sport violento, non adatto alle ragazze. Si sbagliano».

Ma Chiara consiglierebbe questo sport alle ragazze, anche per avere le basi dell’autodifesa? «Credo questo sport ti infonda sicurezza - risponde - Per le donne è importante sentirsi più sicure, più consapevoli visto che spesso può capitare di trovarsi in mezzo a situazioni che possono mettere in pericolo la propria incolumità fisica. È chiaro, se ti circondano e sono in tre contro uno c’è poco da fare, ma puoi imparare a non cacciarti in un determinato tipo di situazioni. Ti aiuta molto a livello psicologico». Oltre alle arti marziali miste e al lavoro, Penco ha però un’altra grande passione. «Mi piace moltissimo viaggiare, infatti non vedo l’ora di prendere l’aereo per il Sudafrica per conoscere un paese così lontano». Guantoni e paradenti sono già sistemati in valigia, ma anche il mascara e l’ombretto: la Beasty Barbie è pronta a partire.
 

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