Gioco
Livorno supera indenne l’insidioso derby di Lucca È un pareggio pesante
Vantaggiato gol e traversa, la Lucchese protesta per il rigore dell’1-1. Nella ripresa gli amaranto non trovano il guizzo vincente
LUCCA. Il Livorno non è solo Vantaggiato, che segna, resta in vetta da solo nella classifica cannonieri (13 reti) e colpisce pure una traversa. È una squadra capace di reagire poco dopo essere andata sotto di un gol e questo carattere è probabilmente il valore aggiunto degli amaranto che rimangono al comando della graduatoria superando indenni un derby che presentava molte insidie.
Mastica amaro, invece, la squadra rossonera che dopo l’1-0 intorno alla mezz’ora pensava di poter gestire in altro modo il match. La squadra di Lopez recrimina per il rigore dell’1-1 e per una rete annullata a Del Sante per un presunto fallo di mano prima di scoccare il tiro. Un arbitraggio che proprio non è andato giù alla Lucchese: mister Lopez, in panchina con la febbre a 39 è stato espulso per proteste dopo il penalty.
Ma va anche detto che nella ripresa è stata costante la pressione in avanti degli amaranto anche se non ci sono stati particolari patemi d’animo per il portiere lucchese Albertoni. Il derby dunque finisce in parità, un risultato sostanzialmente giusto che permette al Livorno di tenere a distanza Siena, Viterbese e Pisa che comunque, avendo tutte vinto, hanno rosicchiato due punti alla capolista.
Lucchese ben organizzata in ogni reparto che sopperisce con la corsa, il pressing, la grinta e la volontà allo strapotere tecnico della prima di classe. Che mantiene la leadership (+ 10 ma il Siena deve recuperare ancora un match, giocherà domani a Piacenza) e si conferma squadra costruita per vincere. Ritmi bassi e infortuni. L’avvio è al piccolo trotto.
La Lucchese, orfana del febbricitante Baroni, schiera dall’inizio il neo acquisto Bertoncini che marca a uomo Vantaggiato andando a pressarlo sino in bagno e rivelandosi uno dei migliori con un colpo di testa nel finale di partita che viene bloccato sulla linea dal reattivo Mazzoni. Senza Fanucchi e Mingazzini e con Shekiladze a mezzo servizio (quando entra a metà della ripresa il georgiano crea qualche grattacapo alla retroguardia labronica), i padroni di casa si affidano ai lanci lunghi per l’inedito tandem Del Sante-Bortolussi.
A fare la partita sono però gli amaranto con un giropalla in velocità e con il tentativo sulle corsie esterne – a sinistra con la catena Franco-Doumbia e a destra con quella Pedrelli-Valiani – di trovare i varchi per mandare in rete le bocche da fuoco. Ma il Livorno non sfonda e al di là di una conclusione da fuori di Luci accade ben poco dalle parti di Albertoni. Nel giro di 25 minuti si fanno male due comprimari: Merlonghi da una parte, Pedrelli dall’altra. Entrano Nolè e Morelli che non sfigureranno. Ci vuole una dormita di Gasbarro per ravvivare la gara. Passaggio corto del portiere Mazzoni, il centrale classe ’95 si attarda nel rilancio e perde palla con Del Sante che innesca Bortolussi in area e consente al ragazzo in maglia rossonera di segnare in diagonale a centroarea il suo secondo gol da professionista.
La prima della classe, come un animale ferito, si getta in avanti cercando di far uscire la difesa rossonera. Ma il lavoro di sacrificio dei centrali Bertoncini, Espeche e Capuano e degli esterni Tavanti e Cecchini copre tutti gli spazi. Ci vuole un episodio dubbio, tra le proteste dei rossoneri, per dare un’altra scossa al match. L’arbitro Capone concede infatti un calcio di rigore dopo che la palla crossata dalla sinistra da Franco sbatte sul braccio di Arrigoni: per la Lucchese il braccio del centrocampista era attaccato al corpo e soprattutto di 20 centimetri fuori dall’area di rigore. Un episodio che in serie A sarebbe stato da Var. Ma l’arbitro non ha dubbi e decreta il penalty. Vantaggiato con una botta secca dagli undici metri ristabilisce la parità. Anzi nei 4’ di recupero del primo tempo, una sua conclusione al volo dal limite centra la traversa: poteva essere l’1-2.
Nella ripresa il Livorno prova a vincere. Ma senza quel furore agonistico necessario a piegare una squadra che non molla un centimetro. Tanto che i cross dagli esterni e le conclusioni dal limite non creano troppe apprensioni ad Espeche e compagni. Finisce in parità. E il Livorno continua la marcia in testa alla classifica.
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