Gioco
Un Livorno d’oro. E di Diamanti
DI ALESSANDRO BERNINI
Travolto anche il Gavorrano con doppietta di Maiorino, incontro a Genova per portare Alino
3 MINUTI DI LETTURA
Meglio che al cinema, tra avventura ed emozioni. Meglio che al luna park, tra gol segnati e subiti. Meglio che al ristorante, tra giocate prelibate e gol mangiati. Oggi il più grande spettacolo dopo il big bang è il Livorno.
Lo aspettano tutti al varco, lo corvano, volano bassi pronti ad assalire la preda. Ma ogni volta vedono solo la polvere, noi siamo già sul pullman con lo scrigno dei tre punti. Questa è la vittoria numero 14 su 19 partite giocate, il che significa 76%. Vi rendete conto? Nessuno ci rosicchia punti, anzi, qualcuno li perde pure.
Ora, si potrà dire: però contro il Gavorrano abbiamo sofferto un po’ troppo. Calma, sennò si perde il senso della logica: non è che si può vincere in trasferta sempre 4-0 (anche se spesso ci siamo andati vicini...), soffrire è naturale. Non dimenticatevi che la serie C è un ginepraio dove squadre nobili restano incastrare per anni, e anni, e anni, e anni. Ne sappiamo qualcosa.
Il 4-2 sta stretto se consideriamo la pioggia di palle-gol messe insieme nel secondo tempo, ma sta anche obiettivamente un po’ largo se consideriamo che fino al 90’ eravamo comunque a subire l’assalto di un generoso Gavorrano.
Come mai? Perché la difesa sta subendo un po’ troppo (6 gol nelle ultime 3 partite) e non è la prima volta che ci troviamo a dover rincorrere nel risultato. Ecco, questi due particolari e il fatto che talvolta il Livorno ha ancora troppi minuti di calcio compassato, ci rendono ancora più ottimisti: perché significa che vinciamo e possiamo ancora far meglio. Vi rendete conto?
Tornando al match, difficile spiegare quello che è successo nel primo tempo. Un Livorno terribilmente impacciato si è trovato sotto di un gol al 14' (colpo di testa di Moscati, solo soletto tra Pirrello e Gasbarro) ed è sembrato a lungo una zanzara finita dentro una ragnatela: giropalla infinito, zero profondità, Vantaggiato mai al punto giusto nel momento giusto, fasce poco sfruttate e centrali difensivi. Poi, all’improvviso, due zampate di Maiorino nel giro di pochi secondi: terribili, micidiali, da giocatore vero. Perché quando compri gente che in C fa la differenza, poi le partite te le vinci quasi da solo (e se ora prendiamo Diamanti...).
Partita che sembrava chiusa al 18’ sul destro micidiale di Andrea Luci da fuori area, ma un’altra amnesia difensiva pochi minuti dopo (22’) ha portato Vitiello a colpire tutto solo in area di rigore per il 3-2. E lì abbiamo sofferto, con la squadra un po’ lunga che in contropiede gettava via l’impossibile. Fino al 4-2 di Vantaggiato al 93’, una liberazione.
Ora godiamoci il Natale. E se qualche regalo non vi piace, prendete il giornale e riguardatevi la classifica. Fidatevi: vi torna un sorriso che inizia a Stagno e finisce a Quercianella.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo aspettano tutti al varco, lo corvano, volano bassi pronti ad assalire la preda. Ma ogni volta vedono solo la polvere, noi siamo già sul pullman con lo scrigno dei tre punti. Questa è la vittoria numero 14 su 19 partite giocate, il che significa 76%. Vi rendete conto? Nessuno ci rosicchia punti, anzi, qualcuno li perde pure.
Ora, si potrà dire: però contro il Gavorrano abbiamo sofferto un po’ troppo. Calma, sennò si perde il senso della logica: non è che si può vincere in trasferta sempre 4-0 (anche se spesso ci siamo andati vicini...), soffrire è naturale. Non dimenticatevi che la serie C è un ginepraio dove squadre nobili restano incastrare per anni, e anni, e anni, e anni. Ne sappiamo qualcosa.
Il 4-2 sta stretto se consideriamo la pioggia di palle-gol messe insieme nel secondo tempo, ma sta anche obiettivamente un po’ largo se consideriamo che fino al 90’ eravamo comunque a subire l’assalto di un generoso Gavorrano.
Come mai? Perché la difesa sta subendo un po’ troppo (6 gol nelle ultime 3 partite) e non è la prima volta che ci troviamo a dover rincorrere nel risultato. Ecco, questi due particolari e il fatto che talvolta il Livorno ha ancora troppi minuti di calcio compassato, ci rendono ancora più ottimisti: perché significa che vinciamo e possiamo ancora far meglio. Vi rendete conto?
Tornando al match, difficile spiegare quello che è successo nel primo tempo. Un Livorno terribilmente impacciato si è trovato sotto di un gol al 14' (colpo di testa di Moscati, solo soletto tra Pirrello e Gasbarro) ed è sembrato a lungo una zanzara finita dentro una ragnatela: giropalla infinito, zero profondità, Vantaggiato mai al punto giusto nel momento giusto, fasce poco sfruttate e centrali difensivi. Poi, all’improvviso, due zampate di Maiorino nel giro di pochi secondi: terribili, micidiali, da giocatore vero. Perché quando compri gente che in C fa la differenza, poi le partite te le vinci quasi da solo (e se ora prendiamo Diamanti...).
Partita che sembrava chiusa al 18’ sul destro micidiale di Andrea Luci da fuori area, ma un’altra amnesia difensiva pochi minuti dopo (22’) ha portato Vitiello a colpire tutto solo in area di rigore per il 3-2. E lì abbiamo sofferto, con la squadra un po’ lunga che in contropiede gettava via l’impossibile. Fino al 4-2 di Vantaggiato al 93’, una liberazione.
Ora godiamoci il Natale. E se qualche regalo non vi piace, prendete il giornale e riguardatevi la classifica. Fidatevi: vi torna un sorriso che inizia a Stagno e finisce a Quercianella.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
